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Anania, Azaria e Misaele. Una fede che nemmeno il fuoco poteva bruciare

Matteo Liut sabato 17 dicembre 2016
Il fuoco ardeva attorno a loro ma non li consumava, perché la loro fede era più forte di ogni violenza e di ogni ideologia, di tutti i paganesimi: l'immagine che offrono i santi Anania, Azaria e Misaele conserva ancora tutta la sua attualità. La storia di questi tre giovani, narrata dal profeta Daniele, oggi potrebbe essere un'icona delle migliaia di persone la cui vita è a rischio a causa dei tanti “fuochi” che infiammano il Medioriente. Erano tra i “deportati” in Babilionia, dove si fecero apprezzare al punto da diventare governatori di una provincia, ma al rifiuto di adorare un idolo vennero gettati in una fornace, dalla quale uscirono illesi. Sono loro i patroni dei tanti che oggi, in quelle terre ma non solo, soffrono per la loro fede o perché vittime delle guerre scatenate dalle logiche del potere.
Altri santi. San Modesto, patriarca di Gerusalemme (VII sec.); san Giovanni de Matha, sacerdote (1154-1213).
Letture. Gn 49,2.8-10; Sal 71; Mt 1,1-17.
Ambrosiano. Rt 1,1-14; Sal 9; Est 1,1a-1r.1-5.10a.11-12;2,1-2.15-18; Lc 1,1-17.