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Severo di Ravenna. Un semplice lanaiolo divenuto vescovo

Matteo Liut giovedì 1 febbraio 2018
Un giorno improvvisamente Dio irrompe in una vita semplice, senza grandi prospettive, e la trasforma in una radice di santità. È questo, in sintesi, ciò che secondo gli agiografi medievali successe a san Severo di Ravenna, un lanaiolo divenuto 12° vescovo della sua città. I dati biografici non hanno riscontri storici ma sono stati trasmessi dalla tradizione e dal culto, che unisce l'Emilia Romagna, la Toscana e le Marche e la Germania. Alla morte del vescovo di Ravenna, Marcellino, anche Severo - che forse era sposato - si recò in Cattedrale per vedere chi sarebbe stato il successore, ma una colomba si posò sul suo capo e per tutti questo il segno che li spinse a scegliere lui quale pastore della comunità. Abbiamo un riscontro storico della sua presenza al Concilio di Sardica (l'odierna Sofia) nel 342-343. Dopo la morte fu sepolto nella zona di Classe.
Altri santi. Santa Brigida d'Irlanda, monaca (452-524); beata Anna Michelotti, religiosa (1843-1888).
Letture. 1Re 2,1-4.10-12; 1Cr 29,10-12; Mc 6,7-13.
Ambrosiano. Sir 26,1-6; Sal 127; Mc 6,33-44.