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Un “pesce” di nome Wada Declan e Teresa più forti del male

Massimiliano Castellani domenica 17 gennaio 2021
«L'onestà andrà di moda, l'inettitudine ci va già». Aforisma del superironico Diego De Silva che recapitiamo alla Wada: l'Agenzia mondiale dell'antidoping, la quale ha preso una decisione epocale, ma tragicomica. Dal 1° gennaio un atleta beccato positivo alla cocaina (ma anche eroina, ecstasy e cannabis) rischia una squalifica di «appena» – lo scriviamo noi – 3 mesi. Il “pesce” – e non siamo all'1 di aprile – di nome Wada, informa gli sportivi con il “vizietto” che, dopo la “sniffatina”, se si pentiranno e si renderanno disponibili a corsi di Rehab («Riabilitazione», cantava Amy Winehouse, uccisa dalle droghe a 27 anni) allora se la caveranno con un solo mesetto di stop. Tradotto? Atleti di tutto il mondo drogatevi pure! Ma con il pilota della MotoGp Andrea Iannone non ci fu tanta “liberalizzazione”. Il 31enne centauro abruzzese, risultato positivo (tracce di steroidi anabolizzanti) dopo un controllo nel GP della Malesia 2019 era stato squalificato per 18 mesi, e allora la Wada intervenne e presentò ricorso. Chiese al Tas di usare la mano pesante. Risultato: Iannone, che si è sempre professato «innocente» e vittima di una «contaminazione alimentare», è passato a 4 anni di squalifica. Brutte pagine di sport, ma per fortuna la settimana ha riservato anche piccole favole, come quelle pervenute dalla Fa Cup. La favola del Marine Fc, squadra di ottava serie (al 6° posto nel suo campionato) composta da «operai, insegnanti, impiegati e studenti» ha avuto l'onore di confrontarsi con il grande Tottenham di José Mourinho. Hanno perso, certo (5-0), però i calciatori di questa formazione anonima, ma di illustri omonimi – il terzino si chiama James Joyce e il mister Neil Young – un giorno ai nipoti racconteranno che, «sullo 0-0 prendemmo la traversa». Questa magnifica storia di cuoio, prima che sui giornaloni, l'ho letta sul profilo Fb di Davide Grassi, fine storico del pallone, autore di Tifosi milanisti per sempreEdizioni della Sera). L'altra fiaba della Fa Cup è quella di Declan Thompson, 18enne difensore dello Sheffield Wednesday. A Thompson era stata diagnosticata la “malattia di Perthes”, patologia rara che nei bambini porta alla distruzione dell'anca. Dopo una serie di interventi chirurgici, per i medici il destino di Thompson era segnato: la sedia a rotelle. E invece Declan sta in piedi, scatta sulla fascia e ha persino debuttato in Fa Cup contro l'Exeter City. Il successo dello Sheffield era scontato (2-0), il suo trionfo personale no, ed è il più bel gol segnato dalla speranza. E a proposito di speranza: «È per te ogni cosa che c'è», canta papà Lorenzo Cherubini alla sua Teresa. La 22enne, unica figlia di Jovanotti e mamma Francesca, è riuscita a debellare il cancro (linfoma di Hodgkin), e con tutta l'energia che si è ripresa, Teresa fa sapere al mondo: «Non vedo l'ora di tornare a vivere». Triplete della speranza: Alex Zanardi è tornato a muovere le mani e a parlare. «È bello vivere anche se si sta male», canta, giustamente, Lorenzo.