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Un miliardo per la tutela delle risorse idriche

Andrea Zaghi domenica 12 gennaio 2020
Oltre un miliardo di euro per gestire meglio l'acqua agricola e quindi il territorio. Punto messo a segno in una partita – quella della manutenzione ambientale dello Stivale – che continua ad essere lunga e complessa, ma che deve essere giocata a tutti i costi. E da tutti. Quanto annunciato dal governo, la Strategia nazionale per il risparmio idrico, la tutela territoriale, la lotta al dissesto idrogeologico, va nella direzione che produzione e ricerca hanno già preso da tempo.
Il piano del ministero delle politiche agricole consiste nell'apertura di una serie di cantieri nei bienni 2018-2019 e 2020. Nel primo biennio sono stati finanziati 67 progetti di rilevanza nazionale nel settore della bonifica e del risparmio idrico in agricoltura per complessivi 629 milioni di euro. Si tratta di lavori che adesso sono in fase di esecuzione in gran parte attraverso i Consorzi di bonifica. Nel 2020 a partire dalle prossime settimane, saranno avviati altri 52 progetti che valgono circa 500 milioni. «Dinanzi a cambiamenti climatici così evidenti e dagli esiti spesso devastanti, con le gelate al sud e la siccità al nord, e alla pervasività del dissesto idrogeologico, non possiamo pensare di agire solo quando il disastro è accaduto», ha commentato la ministra Teresa Bellanova che ha aggiunto: «Non è civile un paese dove un'opera pubblica anche di pochi chilometri ha bisogno di anni per vedere la luce con un costo enorme per i cittadini e la loro qualità della vita». Punto messo a segno, quindi, così come lo è l'iniziativa di Conserve Italia che ha appena concluso un progetto triennale per arrivare a migliorare la sostenibilità economica e ambientale delle proprie coltivazioni. Il consorzio cooperativo che detiene una serie importanti di marchi commerciali dell'ortofrutta, si è concentrato su quella che tecnicamente si chiama agricoltura di precisione e che di fatto mira ad utilizzare con più efficacia ed efficienza le risorse a disposizione. Uno dei risultati consiste nella possibilità di risparmiare fino al 7% delle risorse idriche per colture come pomodoro da industria, pisello, mais dolce e borlotto. Coinvolti nell'attività ricercatori di Milano, Bologna e Genova, oltre che le istituzioni e ovviamente le cooperative. In campo non solo soldi ma anche capacità tecniche e soprattutto voglia di lavorare insieme. Ed è forse questo il segreto per fare bene: mettere da parte i particolarismi e guardare ad un risultato che vale per tutti.