Rubriche

Un alimento che ha varietà di ingredienti

Paolo Massobrio, Giorgio Calabrese venerdì 20 ottobre 2006
I biscotti sono da sempre consumati anche da coloro che in genere non impazziscono per i dolci. Si tratta di prodotti secchi che hanno una particolare preparazione che deriva da antica tradizione e cultura. Per ottenere questo risultato originale si facevano cuocere le fette di pane una seconda volta, per togliere l"acqua residua. Questa seconda cottura, aveva il compito di eliminare completamente ogni traccia di umidità, perché questa favorisce lo sviluppo di microrganismi che causano la degradazione del prodotto, come ad esempio le muffe. Da questa doppia  cottura deriva il nome «bis-cotto». Il prodotto che si ottiene ha più lunga tenuta ed é più gradevolmente croccante. Rispetto al pane fresco, il pane biscottato contiene molto più sale e meno acqua, oltre, quindi, ad una certa dose di condimenti grassi; di conseguenza, è un prodotto più calorico. Oggi possiamo avere svariate tipologie di biscotti, salati, dolci, aromatizzati, ecc.; ognuno con una formula particolare e ingredienti sempre differenti. Un etto di biscotti classici fornisce 450 calorie, e siccome un singolo biscotto può pesare da 5 a 10 grammi, ognuno di essi fornisce da 22 a 45 calorie. La quota di acqua presente è pari al 4%, con una dose dell"11,3 %di proteine vegetali, una quota del 6 % di grassi, spesso di origine vegetale ma rappresentati frequentemente da acidi grassi idrogenati; fra questi: l"olio di cocco e l"olio di palma che però favoriscono l"aterosclerosi. Infine, una quota di carboidrati complessi pari all"83% e fra i nutrienti salutisti ci sono le Vitamine del Gruppo B, specie la B1 e la B2, oltre che la vitamina PP. Tra i minerali, il Sodio e il Potassio, e anche Calcio, Fosforo e Ferro. La cottura uniforme dei biscotti favorisce una migliore digestione, ciò perché, una parte di amido si trasforma in destrine e nell"apparato digerente, la grossa molecola dell"amido viene demolita più facilmente in molecole più piccole, dette destrine e poi, in maltosio e, infine, in glucosio e quindi si ottiene un composto predigerito.