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Tutti pazzi per la Puglia. Modello accogliente

Francesco Delzio sabato 5 agosto 2017
Ivanka Trump, la figlia del presidente degli Stati Uniti, trascorrerà le ferie in una masseria nelle campagne di Monopoli, in provincia di Bari. Emmanuele Macron trascorrerà nel Salento la sua prima estate da presidente della Repubblica Francese. E nella stessa zona approderanno Madonna, che ha dichiarato al mondo il suo amore per queste terre, ma anche i reali Carlo d'Inghilterra e Camilla, Tom Hanks e molte altre star di Hollywood. Per sintetizzare con un facile slogan: tutti pazzi per la Puglia, che potrebbe rivelarsi la destinazione preferita nel 2017 dal turismo internazionale d'élite. E non solo: il Salento è indicato come la meta turistica preferita dagli italiani sia da un'indagine della Borsa Internazionale del Turismo che dal report annuale di TripAdvisor.
Complice il terrorismo jihadista che ha colpito molte aree turistiche, ma non il nostro Paese, e le crisi in atto sulla sponda Sud del Mediterraneo, l'intero Mezzogiorno d'Italia vivrà un'estate-record sul piano dell'arrivo di turisti dall'estero. Ma il "fenomeno Puglia" brilla di luce propria e merita un'analisi ad hoc. Probabilmente ha ragione l'ex presidente della Regione Nichi Vendola, secondo cui «il merito fondamentale del successo della Puglia nel mondo appartiene ai pugliesi… a come nel corso del tempo sono stati capaci di interpretare il rapporto tra terra e mare, a come hanno saputo coltivare cose antiche e cose moderne con una straordinaria sapienza, senza disperdere l'antico e senza rifuggire dal moderno». Perché la Puglia ha saputo salvaguardare meglio di altre Regioni del Sud le sue bellezze naturali, legate essenzialmente al mare e alle coste, ed è riuscita soprattutto a ricucirle con l'entroterra: lo dimostra la riscoperta delle masserie pugliesi e dei trulli, che rappresentano oggi i simboli di un'offerta turistica di qualità che unisce mare e terra, gastronomia e benessere. Deriva direttamente da ciò il vero punto di forza dell'offerta turistica pugliese: la capacità di offrire (anche in questo caso, assai meglio di molte altre Regioni d'Italia e non solo) esperienze incredibilmente diversificate. Puntando non solo al turismo di massa – che ha fatto le fortune della coste spagnole e delle isole greche, e però rischia a lungo termine di portare più sfruttamento dell'ambiente che sviluppo – ma anche al turismo "premium", che si caratterizza per qualità dei servizi, attenzione al cliente, contaminazione tra cultura e natura.
In fondo, è proprio questa la via migliore per lo sviluppo del turismo (e complessivamente dell'economica locale) dell'intero Mezzogiorno. Una via originale e "desiderabile" da parte dei turisti di ogni latitudine.
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