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TRADUZIONE DEL 18 FEBBRAIOLa provvidenza

Luigi Castagna martedì 25 febbraio 2014
Seneca discute della provvidenza nel I libro dei suoi Dialoghi su sollecitazione di Lucilio. Il maestro Cordovano gli aveva detto che tutto ciò che accade nel mondo è retto dalla provvidenza. Ma il discepolo un po' più giovane anch'egli in progresso sulla via verso la saggezza cui tante lettere Seneca mandò si sente incerto sulla provvidenza e confessa di avere il cuore inquieto. Se pensiamo che Dio si interessa a noi ed è buono verso i buoni, eprovvede anche ai malvagi, chiede Lucilio, come accade che spesso vediamo accadere molte disgrazie ai buoni? Seneca esorta Lucilio a pensare all'allenatore che addestra i lottatori nella palestra il quale sottopone ai più duri sforzi non quello degli atleti che sia il peggiore e non dia alcuna speranza di sé, ma il migliore affinché divenga sempre migliore e vinca premi. Così Dio espone a dolori e avversità l'uomo che più stima perché possa mostrare il valore della sua saggezza. Dio, come pensa Seneca, aiuta i buoni e i saggi a conseguire la gloria e ciò non accade tramite una vita molle ma una aspra e dura. I mali in cui incorriamo sono come amare medicine: certamente non sono gradite ma ci conducono alla buona salute cioè ad una vita davvero buona. Coloro che sono buoni e saggi quando un caso avverso capita loro non maledicono la sorte ma accettano serenamente ciò che Dio invia: le gioie e i tormenti sono predestinati da sempre. Ma ciò che capita ai buoni non è davvero un male ma uno sprone ad essere saldi e forti. Seneca pensa dunque che il saggio non possa essere toccato da nessuna avversità ma da tale opinione è costretto a concepire un paradosso. Sant'Agostino spesso ha meditato sulla provvidenza e sui dolori che sono divisiparimente tra buoni e cattivi e mi sembra che parli meglio e con senso realistico. Si deve confidare in Dio anche quando da lui provengono cose che non capiamo e forse comprenderemo nel cielo dell'eternità.Ma questo era lecito dire a colui solo che avendo letti i Vangeli aspettava con animo tranquillo la vita dopo la morte.