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Tommaso e i suoi quattro figli hanno bisogno di un aiuto

Antonella Mariani lunedì 30 giugno 2008
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la lettera di Tommaso, che si presenta come "il Papà di quattro bambini", così, con l'iniziale maiuscola, quasi a indicare che è quello il ruolo che, più di tutti, lo identifica e in cui lui si riconosce. Quattro bambini, tutti maschi, tutti al di sotto dei 7 anni di età: Enrico, Francesco, Giuseppe e Gabriele. La famiglia di Tommaso vive a Summonte, in provincia di Avellino, e fino a un anno fa le cose andavano bene: lui e la moglie Daniela, 29 anni, avevano messo in piedi una piccola impresa di produzione di icone. Poi le cose sono iniziate a girare male: nel luglio scorso a uno dei bambini, Giuseppe, è stato diagnosticato
l'autismo. "Ilscrive nella sua lettera Tommaso -. Ciò nonostante abbiamo, con la grazia di Dio, reagito, mettendoci al lavoro per Giuseppe, nostro figlio, che ora ha 3 anni". La ricerca delle terapie mediche e riabilitative per il piccolo ha portato madre e padre a inseguire ogni strada percorribile, anche perché l'Asl passa pochissima psicomotricità e logopedia, appena 6 ore settimanali. Ma Giuseppe ha bisogno di almeno 20 ore di terapia a settimana per poter consolidare i miglioramenti che pure ci sono stati. Tutto questo ha un costo in denaro e in tempo: "La nostra situazione economica è davvero grave - scrive Tommaso mostrando una grandissima dignità nel chiedere aiuto non per sé ma per la sua famiglia -, data anche la crisi economica che ha investito il nostro settore, con
un ccontinua: "Non sappiamo come fare, ci sembra di uscire di testa. Attualmente passo le mie giornate
assistenddeve recarsi a Napoli per le terapie; questo mi preclude anche la possibilità di impiegarmi in
quaDaniela chiedono un aiuto economico per affrontare le spese necessarie per curare il piccolo Giuseppe, nella speranza che presto il sole torni a illuminare la vita della famiglia. Per sostenere questo Papà angosciato c'è il conto corrente postale 15596208 intestato ad Avvenire, "La voce di chi non ha voce", piazza Carbonari 3, Milano. Gli assegni devono essere intestati ad Avvenire, "La voce di chi
non favore di Avvenire, "La voce di chi non ha voce", conto n. 12201 Banca Popolare di Milano,
ag. 26 (IT65P0558401626000000012201).