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Tommaso Becket. Voce forte e scomoda contro il potere arrogante

Matteo Liut martedì 29 dicembre 2020
Il Vangelo è voce potente, che spaventa i potenti e tutti coloro che usano la prepotenza per guadagnarsi una “posizione” nel mondo. E di certo voce scomoda fu quella di san Tommaso Becket, vescovo e martire. Nato a Londra verso il 1117, arcidiacono e collaboratore di Teobaldo, arcivescovo di Canterbury, Tommaso divenne cancelliere per volere del re Enrico II, che lo scelse, poi, come successore di Teobaldo nel 1161. Tommaso, però, da arcivescovo difese i diritti e la libertà della Chiesa davanti all'ingerenza del re. Nel 1164 per non aver riconocisuto le «Costituzioni di Clarendon» dovette fuggire in Francia. Al rientro la tensione non era venuta meno e così quattro cavalieri decisero di liberare il sovrano da questo ostacolo: il 29 dicembre 1170 raggiunsero Tommaso nella Cattedrale di Canterbury e lo uccisero.
Altri santi. San Davide, re e profeta (X sec. a.C.); san Martiniano di Milano, vescovo (V sec.).
Letture. 1Gv 2,3–11; Sal 95; Lc 2,22–35.
Ambrosiano. Mi 4,1–4; Sal 95 (96); 1Cor 1,1–10; Mt 2,19–23.