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Timoteo e Tito. Modelli sempre attuali per gli evangelizzatori

Matteo Liut martedì 26 gennaio 2021
Discernere la verità, rimanere sulla strada giusta, curare la coscienza e la carità, combattere la "buona battaglia": san Paolo indicava queste priorità ai santi Timoteo e Tito nelle lettere a loro indirizzate, le uniche del Nuovo Testamento rivolte a singole persone a non a intere comunità. Testi in cui l'Apostolo delle genti traccia il profilo non solo del buon pastore e del bravo evangelizzatore ma del modello per ogni cristiano. Timoteo era nato a Listra da padre pagano e madre giudea, incontrò Paolo da giovane e lo accompagnò poi in Asia Minore, divenendo infine vescovo di Efeso. Tito, invece, era di origine greca e si convertì dopo aver incontrato Paolo durante uno dei suoi viaggi; più tardi divenne vescovo di Creta. Sia Timoteo che Tito parteciparono a Gerusalemme all'assemblea con gli apostoli, che si chiedevano se i nuovi memebri della Chiesa dovessero o meno seguire le antiche leggi di Israele. I due, insieme, rappresentarono le "anime" della comunità cristiana nascente: quella legata alla tradizione giudaica e quella aperta ai popoli e alle nazioni pagane.
Altri santi. Santa Paola Romana, vedova (347-406); sant'Alberico di Citeaux, abate (XI sec.).
Letture. Romano. 2Tm 1,1-8; Sal 95; Lc 10,1-9.
Ambrosiano. Sir 44,1;48,1-14; Sal 77 (78); Mc 4,26-34.
Bizantino. Gal 5,22-6,2; Lc 19,1-10.