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The Christmas album riscoprele melodie di Natale degli anni '50

Andrea Milanesi lunedì 22 dicembre 2003
Poesia, nostalgia e buoni sentimenti: sono queste le parole d'ordine per accedere al magico scrigno del Christmas Album (2 cd pubblicati da Deutsche Grammophon e distribuiti da Universal Music Italia). Dagli sterminati archivi della prestigiosa "etichetta gialla" tedesca ritornano infatti alla luce e vengono affidate alla tecnologia digitale del compact disc ' per la prima volta, nella maggior parte dei casi ' alcune perle a suo tempo pubblicate su 45 giri, EP o LP in vinile; incisioni perlopiù risalenti agli anni Cinquanta, quando al repertorio natalizio si dedicavano con passione e talento gli interpreti più in vista della scena musicale classica.Documenti sonori in cui il registro colto si alterna a quello tradizionale o di carattere popolare senza creare particolari contraccolpi di stile o di gusto, perché il tutto è sapientemente guidato con eleganza e raffinatezza di scelte, attraverso pregevoli arrangiamenti cameristici e orchestrali; produzioni sempre di elevato spessore artistico, realizzate in un'epoca in cui, in campo musicale, le parole crossover o contaminazione non erano neppure concepibili, soprattutto nella patria di Bach, Beethoven e Brahms.Ecco allora i deliziosi pot-pourri "a tema" dei grandi soprani Irmgard Seefried, Rita Streich, Maria Stader o Gundula Janowitz, ma anche i mitici Berliner Philharmoniker diretti da Fritz Lehmann nel brano d'apertura del bachiano Oratorio di Natale, una selezione dall'händeliano Messiah a opera della Münchener Bach-Orchester diretta da Karl Richter, il corelliano Concerto grosso "fatto per la notte di Natale" nell'esecuzione di August Wenzinger e della Cappella Coloniensis; o ancora l'organista Helmut Walcha impegnato nei Preludi di Bach ai Corali natalizi e una preziosa selezione di Lieder di Christian Schubart, Reger e Mergner affidata all'arte pianistica di Jörg Demus e a quella vocale del baritono Dietrich Fischer-Dieskau; infine i suggestivi collage assemblati dal Coro di Cosacchi del Don "Serge Jaroff" o dalla Grande Orchestra con Coro e Campane, che ripropone le melodie immortali di Franz Gruber (da Stille Nacht a O Tannenbaum). Opere e interpretazioni di fronte al cui fascino e richiamo spirituale è difficile rimanere insensibili.