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Tennis, non solo Zverev. I "campioni" di Martin Parr giocano in tribuna

Giuseppe Matarazzo lunedì 22 novembre 2021

Sono andate al tedesco Alexander Zverev le Nitto Atp Finals di Torino: dopo aver super superato in semifinale il numero uno del mondo Novak Djokovic, ieri ha battuto in finale (6-4, 6-4, per la cronaca) anche il numero 2, il russo Daniil Medvedev. La nuova generazione sale in cattedra. Il nuovo re è il 24 enne di Amburgo. Ma non è su di lui o su di loro che punta l’obiettivo di Martin Parr. La sua visione ironica e cinica guarda alle tante contraddizioni, le mode, il gusto del kitsch e le bizzarrie degli uomini e della società, è rivolta agli spettatori, al contorno, agli atteggiamenti delle persone intente a osservare i loro beniamini. Una carrellata di 150 immagini tematiche che rimbalzano fra i muri di Camera, Centro Italiano per la Fotografia in una sorprendente mostra di 150 immagini, intitolata “Martin Parr. We ❤ Sports” a cura di Walter Guadagnini con Monica Poggi, che Torino dedica (fino al 13 febbraio) al grande fotografo britannico proprio in occasione dell'evento tennistico che si è svolto al Pala Alpitour e delle prossime Davis Cup Finals (in programma dal 25 novembre al 5 dicembre).

Dalle corse di cavalli sulle spiagge irlandesi fino al Tai Chi per le strade di Shanghai, è al mondo della racchetta che è dedicata l’attenzione maggiore, con immagini realizzate da Parr a partire dal 2014 frequentando i quattro tornei del Grande Slam: The Australian Open a Melbourne; il Roland Garros a Parigi; Wimbledon a Londra; l’US Open di New York. Le 40 fotografie che compongono la sezione, assieme all’allestimento scenografico in grado di trasportare i visitatori nel vivo della competizione, raccontano le dinamiche che animano sia gli spalti sia il terreno di gioco, con quella capacità unica e straordinaria di Parr di regalare, attraverso scatti vividi, dai più toccanti ai più esilaranti, una panoramica unica della vita dentro e fuori dal campo. Immagini che camminano con il volume Match Point, edito da Phaidon, che include oltre 80 fotografie tratte dal suo lavoro più recente sul tennis, con una selezione di scatti totalmente inediti.

Us Open, New York, Usa, 2017 - © Martin Parr / Magnum Photos

“Sono entusiasta di mostrare le fotografie sul tennis, che sono state il risultato di una stimolante commissione ricevuta dal Gruppo Lavazza, e allo stesso tempo di presentare una nuova selezione di immagini di sports realizzate nel corso della mia lunga carriera”, ha commentato Martin Parr. “La collaborazione con Parr è nata nel 2008, in occasione di un progetto che raccontava la colazione degli italiani - precisa Francesca Lavazza, Board member di Lavazza Group, appassionata di fotografia e anima del calendario cult che ogni anno realizza il marchio torinese del caffè -. Ho da subito apprezzato la sua visione del mondo, che vuole fotografare la vita «così com’è». Il suo sguardo ironico e personale, il suo stile sincero e immediato, il suo realismo intransigente ma positivo ben si lega all’idea di collaborazione che Gruppo Lavazza vuole portare avanti con il mondo del tennis. Come ogni grande artista, Martin usa la macchina fotografica per ritrarre la quotidianità delle persone che percorrono le strade parallele ai grandi eventi e ai grandi personaggi. Sono storie intime e particolari, bellissime nella loro unicità, leggerezza e sincerità”.

Gli atleti ci sono. Ma ritratti tendenzialmente nei momenti di riposo piuttosto che in quelli di vera e propria performance, in queste immagini diventano il pretesto attorno al quale si svolgono azioni e situazioni che hanno regole proprie e dinamiche consolidate. Ad attirare l’attenzione di Parr sono principalmente i tifosi, con le loro coreografie, i gadget vistosi utilizzati per manifestare goliardicamente la propria fede, i travestimenti grotteschi e gli ingegnosi escamotages di chi cerca di osservare le competizioni da una posizione privilegiata. Ma anche gli abiti eleganti e dal sapore vagamente snob di chi assiste alle corse di cavalli, raccontate nella sezione intitolata A Day at the Races, che richiama il celebre film del 1937 dei fratelli Marx ambientato proprio sul terreno di gioco di uno dei passatempi più amati dagli inglesi. Anche la sezione dedicata al calcio è ispirata dal cinema, in particolare da Fever Pitch (in italiano Febbre a 90°), tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby, di cui ritroviamo la trama negli scatti di esultanza sfrenata da parte dei tifosi che condividono la stessa incontenibile passione del protagonista del film, impersonato da Colin Firth. “Lo sport è un tema ricorrente nella lunga carriera di Parr - evidenzia Walter Guadagnini, direttore di Camera -: catalizzatore delle più diverse emozioni, viene raccontato dal fotografo soprattutto attraverso le divise, le coreografie e le tradizioni dei tifosi e degli spettatori, autentici protagonisti di questo rito collettivo”. Dove c’è il campione, certo. Ma c’è soprattutto un fantastico mondo da raccontare attorno a lui. Zverev non se la prenda. Il set di Parr si gioca sugli spalti, in tribuna. Fra la gente. Che fra un ace e un vincente in campo, regala pose e colpi incredibili.

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