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“Temptation island”, un fenomeno deleterio

Andrea Fagioli venerdì 3 agosto 2018
Non ce ne voglia Erich Fromm, ma il suo “avere o essere” è tramontato dietro l'apparire. La televisione ci ha messo del suo. Anche se non basta a spiegare un successo di pubblico come quello di Temptation island, il programma di Canale 5 in cui coppie di fidanzati vengono messe alla prova di fronte alla tentazione che si traduce nel vivere separate con tredici donne a disposizione degli uomini e tredici uomini a disposizione delle donne. Il tutto ripreso dalle telecamere per poi verificare come i singoli si sono comportati. Le coppie sono assortite in funzione dello spettacolo e ognuna, di fatto, recita una parte. Potere della tv. Pur di apparire si fa di tutto: si accetta di litigare con il fidanzato o la fidanzata, vestiti da sera, davanti a un falò su una spiaggia trasformata in set televisivo, così come si va a fare il pubblico nei talk show per sbirciare con la coda dell'occhio se la telecamera ti inquadra. L'illusione è quella di esistere perché si appare. L'ultimo intervento su Temptation island in questa rubrica si era chiuso con la preoccupazione per i tanti che seguono il programma e tra questi per i tanti giovani a proposito dei quali ci chiedevamo se lo seguissero in modo disincantato o bevendosi tutto. Adesso i dati confermano che questa edizione del reality pensato e prodotto da Maria De Filippi è stata la più seguita (oltre 4 milioni di telespettatori anche mercoledì scorso) con uno share superiore al 40% relativo ai giovani tra i 15 e i 24 anni, ovvero a quella fascia di pubblico che normalmente non guarda più la televisione. Un ruolo prepotente lo hanno giocato i social, soprattutto Instagram, dove i giovanissimi hanno commentato non tanto le storie quanto l'atteggiamento e le parole dei fidanzati. In molti casi ironizzando, ma in altri lasciandosi trascinare nel tormentato modo di intendere i sentimenti (o i non sentimenti) che sembra caratterizzare i rapporti di coppia in generazioni che si mostrano sempre più fragili, bisognose di surrogati per andare avanti nella vita a due. È un brutto segnale e questi programmi, per i quali ognuno è libero di dire quello che gli pare (esperimento sociologico, feuilleton televisivo o altro), sono deleteri per ragazzi che avrebbero bisogno di valori veri a partire proprio dall'amore, quello autentico però, non quello fasullo di Temptation island e dei suoi tristi partecipanti.