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Stranieri e familiari, l'accoglienza passa dai Comuni

Vittorio Spinelli martedì 21 gennaio 2014
Ogni anno, a gennaio, gli uffici dei Comuni accolgono le domande di assegno familiare alle famiglie con almeno tre figli sotto i 18 anni, assegno pagato però dall'Inps. Il 31 gennaio è il termine di legge per ottenere questo sostegno economico, riferito al 2013. L'assegno è riservato ai cittadini italiani residenti in Italia e ai rifugiati politici.La legge comunitaria n. 97 dello scorso agosto ha esteso però questo diritto ad altri beneficiari, includendo i cittadini dei Paesi europei ed extraeuropei e i soggiornanti di lungo periodo. Inoltre, anche i familiari dei cittadini italiani o europei e dei soggiornanti di lungo periodo purchè non siano cittadini europei e siano però titolari del diritto di soggiorno.La categoria dei «familiari» si presta però a letture diverse. Il ministero del Lavoro ha pertanto precisato a chi si possa attribuire questa qualifica.Un primo gruppo si riferisce ai cittadini dell'Unione e ai rispettivi familiari, che hanno tutti il diritto di circolare e di soggiornare in qualsiasi luogo dell'Ue. Si considerano come familiari il coniuge, il partner a questi equiparato secondo la legge nazionale, i discendenti diretti sotto i 21 anni e gli ascendenti diretti. Un secondo gruppo va riferito ai soggiornanti di lungo periodo. Le norme sull'immigrazione e sui ricongiungimenti considerano il coniuge non separato e maggiorenne, i figli minori (anche di un solo coniuge), i figli maggiorenni a carico e che oggettivamente non possono provvedere a se stessi, i genitori a carico che non abbiano altri figli o che questi non possano sostenerli. Pertanto - ribadisce il ministero - i familiari degli italiani, degli europei e dei soggiornanti di lungo periodo possono legittimamente richiedere l'assegno dei Comuni.In questo settore, l'Inps opera esclusivamente come ente pagatore, mentre la definizione delle domande (istruttoria, accoglimento ecc.) è competenza dei Comuni. A questi soltanto spetta quindi accogliere le domande presentate dai nuovi beneficiari, con effetti dal primo luglio scorso, verificando anche una eventuale presenza dei requisiti di legge sulle richieste presentate prima di luglio.L'importo dell'assegno è di 140 euro mensili e viene corrisposto per 13 mensilità. A condizione che il nucleo familiare abbia risorse non superiori a 25.109 euro (riferiti all'indicatore Isee calcolato per un nucleo familiare composto da cinque persone, delle quali almeno tre figli minori).Assegni agricoli. Imbarazzanti, al confronto, sono gli assegni familiari Inps ai coltivatori e ai pensionati autonomi, appena rivalutati a 8,18 euro mensili (sic) per gli agricoli e a 10,21 euro mensili per i pensionati.