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Statali: in salvo permessi di malattia, ferie e contratti

Vittorio Spinelli martedì 19 maggio 2015
Il bene prezioso della salute sul posto di lavoro, pubblico o privato, va tutelato con le migliori garanzie. Alla luce di questo principio, si è aggiunta ora, ad una già lunga lista di leggi e provvedimenti, la recente sentenza del Tar del Lazio (n. 5714 del 17 aprile scorso) che apre la via ai «permessi di malattia ad ore», da utilizzare per visite mediche, terapie, cure specialistiche, esami diagnostici ecc.In base ad una circolare del Dipartimento della funzione pubblica sui permessi retribuiti di malattia, i pubblici dipendenti, anche per effettuare un semplice prelievo o una radiografia prescritti dal medico, devono utilizzare i permessi straordinari per motivi personali (massimo 3 giorni l'anno) oppure i giorni di ferie, venendo così compromesse sia la finalità di queste tipiche assenze sia la loro effettiva durata come stabilita dal contratto collettivo di lavoro. Il Tar ha annullato la circolare. Viene ora riconosciuto il pieno diritto del dipendente ad essere considerato regolarmente in malattia anche non per una intera giornata di lavoro. Dal momento che i contratti collettivi non possono essere modificati unilateralmente da semplici circolari, è in corso una trattativa sindacale con l'Aran, l'agenzia contrattuale per il settore pubblico, per inserire i nuovi permessi di malattia ad ore, stabilendone modalità e quantità, all'interno di un "pacchetto sociale", che comprenda anche le assenze di malattia collegate a terapie salvavita.Malati oncologici. Sempre in tema di salute, è ancora in sospeso l'aggiornamento delle tabelle sulle percentuali di invalidità, risalenti al 1992 e ormai inadeguate, sulle quali viene valutato dall'Inps lo stato di invalido civile. Per i malati oncologici le tabelle in corso prevedono una valutazione che si limita alla prognosi (fausta/infausta). Forte della sua esperienza, l'Istituto ha già elaborato nuove tabelle distinte e dettagliate per tutte le principali oncopatie, che tuttavia non sono state approvate dalle varie Commissioni parlamentari. La Conferenza delle Regioni le ha poi rifiutate in blocco, in vista di una revisione dell'intero sistema. Ad oggi, i medici Inps accertano l'invalidità oncologica sulla base di linee guida interne non ufficiali e che integrano le vecchie tabelle, ma che, quanto meno, consentono valutazioni omogenee su tutto il territorio nazionale.