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Stare in Rete senza dimenticare quale Sinodo si celebra nel 2018

Guido Mocellin mercoledì 17 gennaio 2018
Con l'inizio del 2018 la blogosfera ecclesiale ci rammenta che quest'anno si celebrerà un Sinodo dei vescovi dedicato a «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». La novità è quella delle pagine #Velodicoio, allestite dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei ( tinyurl.com/yal2rl5h ) e già presentate da “Avvenire”. La loro architettura è efficacemente rivolta a suggerire non l'immagine di un sondaggio, ma piuttosto quella di un luogo di ascolto; a questo puntano i titoli delle dieci tematiche sulle quali si è invitati, avendo tra i 16 e i 29 anni, a dire la propria. Bisognerà però aspettare giugno per conoscere «i risultati», «aggregati» e «grezzi» (cioè senza pretesa di rappresentatività statistica). L'approccio ha una qualche sintonia con i post che, dal 3 giugno scorso, “Vino Nuovo” va dedicando al Sinodo che verrà: la relativa sezione, intitolata “Sogni e visioni” ( tinyurl.com/ydctqyuo ), ospita, per le attente cure di Sergio Di Benedetto e Sergio Ventura, interviste singole e multiple, conversazioni, riflessioni che hanno il pregio di restituire un'immagine dei millennials in movimento, a costo di sacrificare la possibilità di una sintesi.
Rimane il fatto che, come segnala Davide Baraldi su “Settimananews” ( tinyurl.com/yaz5tqno ), per il Sinodo del 2018 non si sta ripetendo l'«interesse mediatico» che ha preceduto e accompagnato i due Sinodi sulla famiglia; forse – suggerisce – per la consapevolezza di quanto è rischioso dare realmente la parola ai giovani. Anche Giorgio Bernardelli, sempre su “Vino Nuovo” ( tinyurl.com/y7x3tc9b ), ha l'impressione che «l'attenzione intorno a questo appuntamento fatichi molto a decollare», a differenza delle perduranti discussioni su quello precedente. Così propone un rimedio valido su entrambi i fronti: chiedersi, prima di postare i nostri contenuti, se essi incrocerebbero l'interesse, la comprensione, la vita di quel ventenne «che incontro ancora di tanto in tanto a Messa, ma per il resto in parrocchia non si vede mai».