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Sorrisi veri o costruiti, che gioia nell'imperfezione

Marco Voleri giovedì 24 maggio 2018

«Sono andato in Africa a cercare sorrisi veri, visto che ogni giorno costruisco sorrisi artefatti». Ha cominciato a raccontarsi con grande naturalezza Giovanni, ventitré anni, ragazzone dalle spalle larghe e la barba rassicurante. Ci siamo conosciuti per caso qualche tempo fa ad un concerto e rivisti per un aperitivo la scorsa settimana. «Cosa fai nella vita?», gli ho chiesto. La classica domanda rompighiaccio. «L'odontotecnico», mi ha risposto sorridendo. «Pensa che una delle esperienze più significative della mia vita l'ho fatta qualche mese fa in Africa». È stata la prima cosa che ha voluto raccontarmi. Ha cominciato a parlare come se fosse una bottiglia di spumante da aprire, di quelle che non ce la fanno più a resistere costrette dal tappo di sughero e, alla prima occasione, lo lanciano lontano sprizzando schiuma e bollicine. «L'esperienza vissuta la scorsa estate in Africa a fare volontariato, a stretto contatto con un gruppo di bambini del posto, è stata come un intenso acquazzone che ha dissetato la mia anima. Ho ricevuto sorrisi veri e calore pulsante da chi non ha niente o quasi ma ti guarda e sorride, ringraziandoti di esserci, anche solo per poco tempo».
Da bottiglia di spumante, Giovanni, si è trasformato rapidamente in fiume in piena, frizzante e dal profumo intenso. È travolto dall'energia dei ricordi africani, della gioia dei bimbi nonostante la povertà, la mancanza di cibo, di medicine. «Passo le giornate a costruire sorrisi per persone che dovranno indossarli. Sorrisi che spesso, probabilmente, rimarranno solo di facciata. Ogni giorno penso a quanto sia impegnativo il mio lavoro: molti pretendono di avere una dentatura perfetta per sfoggiarla nel migliore dei modi. Nonostante tutto. Il sorriso vero, però, a mio avviso è quello imperfetto. Non importa che tutti i denti siano perfettamente allineati o che ce ne sia uno scheggiato. La bellezza del sorriso non si avverte negli occhi di chi lo guarda, non si misura dalla perfezione della dentatura. L'imperfezione vera è nettare per il cuore di chi la accoglie».