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Solo una settimana per la richiesta del «sussidio amianto»

Vittorio Spinelli martedì 28 giugno 2016
Per i lavoratori vittime dell'esposizione all'amianto la legge di Stabilità ha previsto una nuova prestazione denominata «accompagnamento alla quiescienza». Si tratta di un provvedimento per il pensionamento anticipato riservato agli ex lavoratori che non possiedono i requisiti di età e di contribuzione previsti dalla normativa vigente.In particolare, gli interessati devono essere stati occupati in attività di scoibentazione e di bonifica; inoltre devono essere attualmente disoccupati ed aver cessato il lavoro a causa della chiusura dell'impresa, il cui sito rientri nel Piano di Bonifica previsto dall'ente territoriale. In ultimo, risultino ammalati con patologia correlata all'asbesto e certificata dall'Inail.I destinatari della nuova provvidenza possono ottenere dall'Inps un sussidio, dello stesso importo dell'assegno sociale (quest'anno di 448,07 euro), che accompagnerà il lavoratore fino al pensionamento, all'interno del periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2018. In ogni caso non oltre la prima decorrenza utile della pensione di anzianità, aggiungendo ancora la "finestra mobile" ante riforma.La legge favorisce inoltre il raggiungimento della pensione ordinaria, disponendo che, per tutta la durata dell'accompagno, spettano all'interessato anche contributi figurativi gratuiti, utili per maturare il trattamento finale. È in via eccezionale che una contribuzione figurativa sia valida per il pensionamento di anzianità. Anche a questi interessati si applica la maggiorazione dell'1,5% dell'anzianità assicurativa e contributiva prevista in caso di esposizione certificata.La domanda deve essere presentata all'Inps, non oltre il 30 giugno su apposito modello AP99 (nella sezione "Modulistica" sul sito dell'ente).7 giorni. Anche in questa occasione la burocrazia fa valere un suo peso negativo. Scorrendo la scaletta dei tempi, si nota che il sussidio nasce con la legge di Stabilità il 1° gennaio 2016, ma da completare con successivo decreto entro il 1° marzo. Tuttavia il decreto, che impone l'attuale scadenza del 30 giugno, viene emesso solo il 29 aprile (58 giorni di ritardo); vede poi la luce sulla Gazzetta Ufficiale il 10 giugno scorso (altri 42 giorni). L'Inps vi aggiunge le sue istruzioni e predispone il modello di domanda con un messaggio del 21 giugno (altri 11 giorni). Pertanto, dopo un ritardo di quattro mesi complessivi impiegati dalla burocrazia, agli interessati restano solo 7 giorni, escludendo sabato e domenica, per presentare la richiesta. Tanto basta per reclamare una proroga della scadenza dell'operazione, in proporzione ai tempi assorbiti dagli uffici interessati.