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Sebastiano. Sfruttò i suoi privilegi per aiutare i perseguitati

Matteo Liut martedì 20 gennaio 2015
Sfruttare i privilegi per assistere gli emarginati e gli ultimi: fu questa la missione di san Sebastiano, martire durante la persecuzione di Diocleziano. E proprio l'amicizia con l'imperatore gli permise di soccorrere e dare assistenza ai cristiani perseguitati, incarcerati e destinati al martirio. Secondo il Martirologio era di origine milanese, dove forse era nato nell'anno 263, e arrivò a Roma dove trovò ospitalità tra le "alte sfere". Lui non si fece intimidire dalla violenta persecuzione anticristiana e sfruttò la sua posizione per stare accanto ai perseguitati, convertendo anche altri prigionieri e gli stessi soldati. Un'offesa imperdonabile da parte dell'amico imperatore che tentò di persuaderlo. Ma Sebastiano non rinunciò al suo credo e questo gli valse il martirio forse nel 304, ucciso dalle frecce dei suo commilitoni.Altri santi. San Fabiano, Papa dal 236 al 250 e martire; Sant'Enrico di Uppsala, vescovo e martire (XII sec.).Letture. Eb 6,10-20; Sal 110; Mc 2,23-28.Ambrosiano. Sir 44,1;46,1-6d; Sal 77; Mc 3,22-30.