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Scaffale basso. In viaggio con un libro: la magia delle parole

Rossana Sisti martedì 1 novembre 2016

La storia ha un antefatto, un anatroccolo trova un libro abbandonato da chissà chi. Un caso fortunato ed eccitante, sennonché all’entusiasmo iniziale segue subitanea la delusione: nel libro ci sono solo parole e nessuna figura. La situazione è evidentemente incresciosa perché l’anatroccolo forse non sa leggere o forse la realtà ha solo contraddetto le sue aspettative… Con lo scontento del piccolino diventato un motto di stizza, inizia il racconto vero e proprio: STUPIDO LIBRO! titolo a caratteri cubitali, in stampatello maiuscolo nero con un’ombra che gli dà spessore e oggettiva con forza la delusione del protagonista. Pubblicato da Topipittori, Stupido libro! (14 euro) è il terzo titolo per questo editore di Sergio Ruzzier, dopo “Una lettera per Leo” e “Due topi”. Milanese d’origine, newyorkese di adozione, allievo e amico di Maurice Sendak, ritenuto negli Stati Uniti uno dei migliori autori di picture book, Ruzzier torna a deliziarci con il suo stile inconfondibile, l’ironia sottile, le illustrazioni ad acquerelli di una semplicità solo apparente, il testo sintetico ma ficcante di tre, quattro parole al massimo, e una storia piena di delicatezza. Quella dell’anatroccolo alle prese con un oggetto nuovo, sconosciuto, all’inizio inquietante, poi stuzzicante e infine compagno di viaggi fantastici. Storia della conquista della lettura che è storia di spaesamento e fatica universali e del potere delle parole di raccontare il mondo lontano e vicino in modo sempre diverso ed emozionante. L’avventura dell’infanzia che l’adulto può osservare e ricordare con la tenerezza dello sguardo di Ruzzier. E’ un peccato raccontare troppo del libro, ci sono sorprese che non vanno svelate. A cominciare dai risguardi. Per tutte le età.




La capacità di raccontare storie in cui la leggerezza delle parole si lega indissolubilmente al potere evocativo delle immagini è la cifra che si riconosce in ogni albo di Benji Davies, illustratore londinese e regista di film d’animazione. Super premiato per “La balena nella tempesta”, Premio Andersen 2016 e Premio Nati per leggere con “Sulla Collina”, Davies affronta questa volta il tema spinoso della morte, dell’ultimo viaggio senza ritorno di un nonno. Senza modi mielosi né strappalacrime, ma con la forza della metafora e dell’allusione, allentando e confondendo i confini tra realtà e fantasia. L’isola del nonno (Giralangolo; 15 euro) è quel luogo incantevole e perfetto in cui approdano Syd e suo nonno dopo un viaggio assai strano a bordo di una nave misteriosa su cui sono saliti direttamente dalla soffitta. Una traversata tranquilla prima sui tetti poi per mare e con il vento in poppa, guidata dal nonno che marinaio doveva essere stato in gioventù. L’isola dall’aspetto esotico e lussureggiante è piena di meraviglie; un vero paradiso, tanto che il nonno decide di restare lì, mentre Syd dovrà fare ritorno, questa volta mettendosi lui al comando della nave e affondando mare grosso e burrasca. L’abbraccio, l’ultimo tra il nonno e il nipotino, sullo sfondo di una pagina bianca in contrasto con la vivacità dei colori che attraversa le altre, è pieno di malinconia. Ma è anche il segno e il sigillo di un affetto che durerà per sempre nel ricordo del bambino, benché la sofferenza della separazione – quella burrasca che mette sottosopra - sia inevitabile. Dai 7 anni.


Che l’arrivo di un bambino rappresenti per i genitori una meravigliosa esperienza tutta da scoprire è facile immaginare. Più difficile sarà per papà e mamma confrontarsi con il dolce bebè che crescendo attraverserà fasi sorprendenti, per esempio trasformandosi in un bimbetto strillante e scatenato e poi in un adolescente spigoloso, irascibile e disordinato… Da autore e illustratore geniale qual è, Quentin Blake ci racconta una storia che ha il sapore di una divertente metafora della crescita di ogni bambino. La storia piena di ironia di Zagazoo (Camelozampa; 15 euro) una creaturina rosa, tutto miele, arrivata dentro un pacco ad allietare la vita dei genitori, Bella e George. Al settimo cielo per questo amore di bebè, i due non immaginano che un bel giorno avrebbero trovato il piccoletto trasformato in un pulcino di avvoltoio strillante soprattutto la notte e che presto il cucciolo alato si sarebbe trasformato via via in un elefante devastatore e spacca tutto, in un facocero dalle zampe sempre imbrattate, in un drago intrattabile… Il tutto secondo un’escalation di suscettibilità da far tremare le vene ai polsi. Del resto ogni crescita comporta cambiamenti e trasformazioni. Quale finale attende George e Bella non si può dire, per non rovinare la sorpresa (ma certo si tratta di un lieto fine) che, come tutta la storia divertirà i più piccoli e intenerirà i genitori. Dai 5 ai 99 anni.

Continuano le uscite degli Indistruttibili targati Gallucci: librotti colorati, quadrati e cartonati, funzionali alle esplorazioni delle manine dei più piccoli come a catturare il loro sguardo grazie alle illustrazioni elementari dai contorni e colori ben definiti. Accanto alle serie già consolidate dedicate alla scoperta di colori e forme, da leggere seguendo con il dito le piccole scanalature che seguono i contorni delle immagini, arriva una piccola collana di libriccini sonori (11,70 euro cadauno) dedicati ai big della musica classica, da Vivaldi a Mozart a Beethoven… Basta sfiorare il chip che compare in ogni pagina per dare il via alle più belle e celebri melodie. Lo stile grafico non cambia: il breve testo che accompagna ogni doppia pagina è una piccola e sintetica spiegazione dei brani ad uso di chi ne accompagnerà la lettura. Dai 12 mesi.