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Sanremo in digitale: tanti clic, pochi soldi

Gigio Rancilio venerdì 15 febbraio 2019
Visto dal digitale l'ultimo Festival di Sanremo produce classifiche in molti aspetti diverse da quelle che tutti conoscono. Se un tempo occorreva aspettare i dati di vendita nei negozi di dischi per capire chi fossero i vincitori reali del Festival, oggi con le piattaforme streaming tutto è più veloce.
I dati che vi indichiamo sono fermi alle 18 di ieri, ora di realizzazione di questo articolo. Il primo dato generico che balza agli occhi è che soltanto su Spotify (la più popolare piattaforma di streaming musicale) e su YouTube le canzoni del Festival sono state suonate oltre 150 milioni di volte. Come se ogni italiano – neonati, odiatori di Sanremo e non udenti compresi – ne avesse ascoltate quasi 2 e mezze a testa.
Se ci fermiamo ai primi tre classificati del Festival non c'è partita. Il vincitore Mamhood per ora stravince, con quasi 30 milioni di ascolti/visioni. Mentre Ultimo è a quota 22 milioni. Il Volo, che si è piazzato terzo in gara, è molto lontano, poco sopra i 5 milioni di streaming. Attenti, però: a fare la vera differenza tra Mahmood e Ultimo non è tanto Spotify (dove il primo è a 8 milioni di ascolti e il secondo a 6 milioni 773 mila) ma YouTube. E qui a regalare la spinta a Mahmood sono soprattutto i filmati caricati dalla Rai, relativi alla manifestazione. Mahmood infatti ha due video in più di Ultimo, quattro a due. Il più visto (5 milioni 329 mila volte) è quello che lo riprende mentre canta da vincitore. La sua esibizione in gara a Sanremo ha raccolto invece 3 milioni 308 visualizzazioni, il duetto con Gué Pequeno 1 milione 110 mila streaming, poi c'è il video mentre si esibisce a Domenica In (542 mila 250 visualizzazioni). Totale per Mamhood sul canale Rai: 10 milioni 289 mila visualizzazioni. Ultimo invece (che ha disertato Domenica In) risulta penalizzato, fermandosi sul canale Rai con le sue due esibizioni (gara più duetti) a 6 milioni 396 mila 227.
Sommando gli streaming musicali di Spotify a quelli nei canali YouTube degli artisti, la classifica ufficiale delle canzoni di Sanremo è diversa da quella del Festival. Al terzo posto non c'è più Il Volo (che scende al settimo) ma Irama (12 milioni 922 mila streaming) seguito da Federica Carta e Shade (9.787.749), Achille Lauro (6.077.232), Boombadash (5.428.377), Il Volo (5.025.077), Loredana Bertè (4.976.537), Simone Cristicchi (3.287.059), Enrico Nigiotti (3.083.087), Daniele Silvestri (2.285.716), Nino D'Angelo e Livio Cori (che da ultimi diventano dodicesimi con 1.929.306 ascolti), Francesco Renga (1.837.147), Arisa (che da ottava diventa quattordicesima con 1.832.009 streaming), Ghemon (1.790.883), Ex Otago 1.602.893, Nek (1.569.481), Einar 1.563.343, Motta (1.137.585), Paola Turci (1.115.975), The Zen Circus (1.049.884), Anna Tatangelo (760.018), Negrita (691.764). Ultimi nel digitale sono Patty Pravo e Briga, con 664.361 streaming della loro canzone.
La cosa però più importante è un'altra. Nonostante milioni di visualizzazioni, agli artisti andranno se non briciole non certo cifre da capogiro. Secondo il più recente rapporto di Digital Music News, infatti, per ogni ascolto in streaming la piattaforma Spotify paga agli artisti circa 0,0039 euro e You Tube ancora meno, 0,00061 euro. Facendo un rapido conto (che esclude, perché impossibili da quantificare, sia gli eventuali guadagni derivanti dalla pubblicità raccolta dai canali degli artisti su YouTube sia eventuali royalty Rai agli artisti per i video di Sanremo su YouTube nel canale Rai) dopo una settimana sul digitale il vincitore Mahmood, pur forte di quasi 20 milioni di streaming, ha guadagnato sul digitale 38.198 euro; Ultimo, con oltre 15 milioni di streaming, 31.610 euro; e Il Volo 6.356 euro. Bastano da soli questi numeri a farci capire perché la questione copyright che ieri ha fatto un passo importante a Strasburgo sia vitale per la sopravvivenza della musica e per gli artisti. Al momento infatti l'unico guadagno vero per un artista arriva dai concerti e dal merchandising.