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Sale il peso delle coop nei prodotti Dop e Igp

Andrea Zaghi domenica 16 dicembre 2018
Coop sempre più coop. Soprattutto nell'agroalimentare. Tanto che se non vi fosse il contributo della cooperazione agricola, molti dei primati dell'Italia delle bontà non sarebbero tali. A dirlo sono alcuni numeri messi in fila in occasione della diffusione dei dati di sintesi del giro d'affari delle produzioni agroalimentari tutelate con marchi di origine che supera i 15 miliardi. Una ricchezza che cresce ancora e che deve essere ancora più protetta di prima, tanto che proprio dal mondo della cooperazione sta nascendo una struttura di coordinamento unico con l'obiettivo di rafforzare protezione e valorizzazione del settore.
Per capire di cosa si sta parlando, basta pensare che – stando ad alcuni dati diffusi dall'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari –, in dieci fra i prodotti a denominazione geografica più importanti, il peso della cooperazione arriva al 70% del totale. E non si tratta di cose di poco conto, visto che nell'elenco vi sono celebrità come la Mela Val di Non Dop, il Parmigiano Reggiano Dop, il Grana Padano Dop, ma anche
il Lambrusco e il Sangiovese. Prodotti che sono parti importanti della storia agroalimentare dello Stivale. Detto in altri termini, la cooperazione ha da sempre un ruolo predominante nella produzione dei formaggi DOP con circa l'80% della produzione di Parmigiano Reggiano, il 60 % del Grana Padano, l'80 % della produzione di Fontina, il 70 % di Asiago e il 65 % di Pecorino Romano. Per il vino, le cooperative rappresentano il 52% delle produzioni delle Dop italiane e il 65% delle Igp, secondo i dati rilevati da Ismea.
E sono in mano a frantoi cooperativi anche molte Dop del comparto olivicolo. Per questo Giorgio Mercuri, Presidente dell'Alleanza, orgogliosamente dichiara che «le cooperative sono il vero motore che traina il settore delle denominazioni. Se non ci fossero, molte dei prodotti e dei vini a denominazione non raggiungerebbero le vette produttive che oggi vantano Non solo. Se molta della produzione primaria non fosse gestita dalle cooperative, i prezzi alla produzione sarebbero certamente più bassi».
Tesoro da valorizzare, dunque, quello cooperativo. E da difendere. Da qui, come si è detto, la nascita di un soggetto interlocutore unico - Origin Italia
-, che, è stato spiegato, ha l'obiettivo di riunire tutte le associazioni dei consorzi
in un organismo che tuteli gli interessi di tutta la filiera delle indicazioni geografiche. Primo traguardo da raggiungere: la più forte protezione di queste produzione nell'ambito della nuova Politica agricola comune.