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Ritocchi alla pensione nel 2010

Vittorio Spinelli giovedì 5 novembre 2009
Oltre al "fermo" del punto per il sostentamento del clero nell'anno 2010, stabilito nell'ultima riunione del Consiglio permanente della Cei (su Avvenire dell'8 ottobre), anche le pensioni sacerdotali, pagate dall'Inps, frenano il loro aumento collegato all'andamento del costo della vita. Solo ritocchi, di 2-3 euro, che saranno stabiliti ufficialmente da un decreto ministeriale in pubblicazione nei prossimi giorni. Il trattamento minimo della pensione, centesimi a parte, salirà da 458 a 460 euro, importo comunque provvisorio per tutto il 2010. Anche gli attuali 458 euro sono stati pagati nel 2009 a titolo provvisorio, mentre in base alle rilevazioni dell'Istat l'importo definitivo per quest'anno si attesta a 457 euro, circa lo 0,1% in meno. Sui pagamenti di fine anno pesa pertanto un conguaglio negativo di circa 10-12 euro, appena compensato dal piccolo incremento del 2010. Col rinnovo delle pensioni in pagamento, ai sacerdoti pensionati di vecchiaia o di invalidità spetta pertanto una quota fissa pari a 460 euro " sempre salvi i centesimi " e un numero di maggiorazioni pari agli anni di contributi maturati oltre l'anzianità minima (17 anni). Il nuovo importo della maggiorazione, ora di 5,28 euro, si attesta a 5,30 euro. Il gioco dei conguagli è praticamente insensibile sulle maggiorazioni. In ogni caso tutti i nuovi importi potranno essere ritoccati in occasione del rinnovo delle pensioni del 2011, qualora l'andamento del costo della vita nel corso del nuovo anno presenti variazioni di rilievo.
Sostentamento. È nel sistema di sostentamento, da applicare nel 2010, che compare qualche provvedimento di rilievo. Oltre a un punteggio aggiuntivo per i professori (secolari e religiosi) e per gli officiali delle Facoltà teologiche, sono previste alcune misure per le parrocchie personali. Al riguardo, l'Istituto centrale per il sostentamento precisa che la misura mensile dovuta dalle parrocchie personali ai sacerdoti che vi prestano il ministero è liberamente determinata dai vescovi diocesani, rispettando alcuni minimi: a) 52 euro per il parroco, b) 26 euro (oppure la metà della misura assegnata al parroco) per il vicario parrocchiale o per il parroco in solidum non moderatore.
Le parrocchie personali non hanno una circoscrizione territoriale e quindi un numero di abitanti ai quali poter fare un riferimento oggettivo. Motivi questi che suggeriscono una disciplina per le parrocchie personali diversa dalle altre parrocchie. Ad esse non si applica quindi la riduzione della remunerazione a carico del vicario che sia titolare di pensioni, o stipendi o remunerazioni a carico di altri enti ecclesiastici. È esclusa inoltre ogni altra riduzione della remunerazione prevista dalla normativa generale per i parroci ed i vicari. Non ammesso, infine, anche il punteggio aggiuntivo previsto per i parroci di parrocchie molto estese o di parrocchie aventi più di 4.000 abitanti. L'Icsc provvederà ad inserire le parrocchie personali nell'archivio degli enti.