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Rioccupazione, nuovo bonus per il lavoro

Vittorio Spinelli martedì 30 luglio 2019
La previdenza riserva un nuovo bonus ai lavoratori in cassa integrazione straordinaria e non solo. Si tratta infatti di una rivisitazione del vecchio "assegno di ricollocazione" ma adattato e reso più appetibile per le attuali condizioni del mercato del lavoro. Si applica infatti anche a chi beneficia del Reddito di cittadinanza. Per distinguerlo da altri analoghi sostegni e incentivi (come il citato assegno di ricollocazione) è stato denominato "Bonus rioccupazione".
Consiste in un contributo economico mensile pari al 50% della cassa integrazione straordinaria residua che l'interessato avrebbe potuto ancora percepire se non si fosse rioccupato. Perdura quindi fino al termine inizialmente previsto per la cassa integrazione in corso. Il bonus varia da 250 a 5.000 euro (tarati sul profilo di occupabilità del lavoratore) ed è gestito dall'Anpal, l'agenzia nazionale per le politiche attive. Il pagamento è previsto in unica soluzione per la somma complessivamente spettante. Anche la nuova azienda che, all'interno della procedura di assistenza intensiva, accetta di rioccupare il lavoratore può contare su una particolare agevolazione. Si tratta dell'esonero del 50% dei contributi complessivi Inps a suo carico (in ogni caso sono dovuti i contributi con l'Inail), fino ad un massimo di 4.030 euro l'anno e incrementabili secondo le rivalutazioni dell'Istat. I nuovi rapporti di lavoro devono essere di tipo subordinato, indeterminato o a termine o part time.
Inoltre la chiusura definitiva del vecchio rapporto di lavoro è facilitata con l'esenzione dall'Irpef di quanto spettante a seguito della cessazione, entro un importo pari a 9 delle mensilità di riferimento per il calcolo del tfr. Dal bonus sono esclusi i rapporti di lavoro domestico e quelli di tipo intermittente.
Per accedere all'incentivo i lavoratori interessati non devono fare alcuna domanda. Al pagamento provvede infatti l'Inps di Ascoli Piceno (ufficio nazionale per questo bonus), direttamente sul conto corrente bancario, postale o su carta prepagata del lavoratore, utilizzando l'interscambio di dati con l'Anpal.
La stessa sede comunicherà l'accoglimento e il pagamento del bonus. Non vanno esclusi tuttavia difformità tra l'Iban già in possesso Inps con quello comunicato dall'Anpal. Essenziale il tempestivo riscontro da parte degli interessati.