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Riemergono i canti del Medioevo per ricordare il vero spirito di Natale

Andrea Milanesi domenica 17 dicembre 2006
Offre molteplici e differenti piani di lettura (ma anche di ascolto) il cd intitolato Medieval Christmas (pubblicato da Harmonia Mundi e distribuito da Ducale). Il viaggio musicale, compiuto dall'ensemble dell'Orlando Consort sulle tracce del repertorio natalizio tra XI e XVI secolo, consente infatti una varietà di approcci che, seguendo fedelmente le indicazioni presenti nel booklet del disco, permette di ricostruire sia l'ordine cronologico delle diverse composizioni, come pure il loro esatto collocamento all'interno del calendario liturgico del Tempo d'Avvento e delle principali festività che lo suggellano: la Natività del Signore (25 dicembre), Santo Stefano (26), San Giovanni evangelista (27), Santi Innocenti martiri (28), San Tommaso Becket (29) e la Festa della Circoncisione (1° gennaio). In realtà la sequenza dei brani impaginata dal quartetto vocale inglese (accompagnato per l'occasione dal basso Robert Macdonald) asseconda criteri insieme artistici e tematici, raggruppando in cinque distinte sezioni il variopinto apparato musicale - originario di Gran Bretagna, Francia e Paesi Bassi - destinato ad accompagnare sia le feste profane che le celebrazioni liturgiche. La prima parte, intitolata «Profezia», è dedicata al carattere di austera semplicità e magnetica bellezza dei primi esempi di polifonia custoditi nel Tropario di Winchester e nei preziosi codici dell'abbazia di Saint Martial a Limoges, mentre al «Capodanno» e alla tradizione cortese fiorita tra XIII e XIV secolo si riferiscono le ballate e i rondeau riconducibili alla cosiddetta ars subtilior; un tributo alla forma popolare del «Carol» e alla sua pratica ancora viva e diffusa viene poi affiancato da alcuni «Mottetti narrativi», con le loro storie di poesia e devozione adattate in musica dai compositori Clemens non Papa e Loyset Compère, per approdare infine al canto festivo del «Noel» così come ce lo hanno tramandato i maestri franco-fiamminghi Busnois e Brumel (autore dell'imponente architettura a cinque parti del riflessivo Nato canunt omnia). Splendide melodie cristallizzate nel tempo, destinate a riecheggiare all'infinito per richiamare noi, distratti e indaffarati uomini del Terzo Millennio, allo spirito autentico del Santo Natale.