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"Report" confonde sulla vera Chiesa

Andrea Fagioli mercoledì 2 febbraio 2022
Ultima puntata invernale di Report il lunedì su Rai 3. Sigfrido Ranucci e i suoi li rivedremo ad aprile. Dalla prossima settimana, in base alla consueta rotazione dei programmi d'inchiesta, torna Presa diretta con Riccardo Iacona. Per chiudere la stagione, Report ha pensato bene di riproporre un suo pallino: la vicenda dell'acquisto del palazzo ex Harrods a Londra da parte della Segreteria di Stato. Da notare che il tema Chiesa e denaro, attraverso un'inchiesta sugli ex presidenti della sezione romana dell'Unitalsi, aveva aperto a ottobre la ripartenza stagionale. Ma non solo: proprio la vicenda dell'immobile londinese era stata oggetto anche dell'esordio stagionale della primavera scorsa e di un'altra puntata ad appena due settimane di distanza in cui veniva sintetizzato gran parte di quanto raccontato in precedenza. Lo stesso è successo lunedì scorso con la riproposizione di brani di interviste già mandate in onda allora. C'erano anche delle novità, è innegabile (in questi giorni il palazzo è stato rivenduto e ci si interroga sui 15 milioni di euro dati al broker Gianluigi Torzi per uscire dalla gestione), però è altrettanto vero che a conti fatti quella di Report, che nel frattempo sbagliando mira ha sparato anche sulle presunte richieste di denaro per facilitare l'iter per la beatificazione di Aldo Moro, sembra una sorta di accanimento nei confronti di alcuni ambienti vaticani, dove c'è sicuramente chi ha agito male (e su questo indaga la stessa magistratura vaticana), ma così facendo, come sottolineato altre volte, crea terra bruciata attorno al Papa (che onestamente difende sempre) e finisce per dare un'immagine negativa della Chiesa nel suo insieme. Cosa oggettivamente non corretta, a prescindere da alcuni singoli fatti ed episodi.