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Rai2: “La caserma”, i collegiali fanno i militi

Andrea Fagioli martedì 14 novembre 2023
Come due anni fa, finito Il collegio arriva La caserma. Il punto di partenza dei due reality in onda la domenica su Rai 2 è lo stesso: far vivere per un mese o poco più a un gruppo di ragazzi o di giovani le severe regole di un collegio o di una caserma. In entrambi i casi il confronto è con qualcosa che le nuove generazioni sostanzialmente ignorano: la disciplina. Ad unirli è anche la fragilità psicologica di molti tra gli appositamente selezionati partecipanti. Siamo pertanto di fronte a degli spaccati (non certo a degli esperimenti sociali, anche perché i protagonisti sanno benissimo di essere in televisione) sul mondo degli adolescenti e dei giovani di oggi, spesso viziati e incapaci di adattarsi alle situazioni di difficoltà tanto che in questi reality, come del resto in gran parte della tv attuale, si piange molto. Decisamente simili il preside da una parte e il capo istruttore dall’altra. Stessa grinta anche per la sorvegliante e la aiuto istruttrice. Se c’è una differenza tra Il collegio e La caserma, a parte l’età dei partecipanti (adolescenti i primi, ventenni i secondi) è che nel primo prevale l’individualità, nel secondo il fare squadra. E questo della solidarietà è anche il dato positivo delle previste sei puntate girate all’interno e nei dintorni del Forte Albertino di Vinadio (Cuneo), nuova location del reality prodotto da Blu Yazmine. Rispetto alla prima edizione è avvenuta subito anche la selezione delle «reclute» con le prime immediate esclusioni e relativi pianti. Questo ha permesso di limitare alla fase iniziale la noiosa parte dei racconti dei ragazzi a mo’ di «confessionale» e di puntare più sulla competizione (a tratti realmente piuttosto rischiosa) tra le due squadre previste. Per il resto tanta selezione e montaggio del materiale girato distribuito in un tempo finalmente accettabile per un programma tv: 90 minuti al netto della pubblicità. © riproduzione riservata