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Rai 2, il fascino di Cagliostro

Andrea Fagioli venerdì 15 febbraio 2019
Chissà cosa succederebbe se fossimo noi a decidere dopo morti se passare definitivamente nell'aldilà o prendersi un po' di tempo per sistemare delle cose quaggiù? Probabilmente un bel caos, un fitto di fantasmi a soffiare dappertutto per tentare di comunicare con i vivi. Per fortuna nella realtà non succede e nella finzione, almeno quella televisiva, succede in un solo caso, quello del commissario Cagliostro (Lino Guanciale), protagonista del noir La porta rossa (il mercoledì in prima serata su Rai 2), un poliziotto rimasto in questo mondo per scoprire chi lo ha ucciso e per proteggere la moglie Anna (Gabriella Pession). Dopo di che, una volta scoperto che a sparargli è stato il collega Rambelli (Antonio Gerardi) e sistemate le cose intorno alla consorte, poteva anche oltrepassare la fatidica «Porta rossa». Probabilmente l'avrebbe fatto se al termine della prima serie, due anni fa, gli ascolti non fossero stati superiori ai tre milioni di telespettatori a puntata e se i giudizi della critica fossero stati quasi unanimi nel rilevare la novità di un prodotto che rilegge il genere poliziesco con elementi di fantasy, piaciuto anche a quel pubblico di giovani che la Rai cerca di riconquistare. Ecco allora la seconda serie con il commissario fantasma che ammette: «Qualcosa mi ha fermato. Ci sono troppe domande in sospeso. La mia missione non è conclusa». A rischio ora c'è la figlia nata nel frattempo, mentre Rambelli ritratta e accusa addirittura la moglie di Cagliostro e il nuovo compagno. L'avvio è apparso più lento rispetto alla scorsa stagione. L'introspezione e lo studio sulla psicologia dei personaggi prevalgono questa volta sull'azione e sul giallo. Trattandosi di un fantasma (lo sentono e lo vedono solo la giovane Vanessa - Valentina Romani - e la madre) c'è anche tanta narrazione affidata alla voce fuori campo. Ma il fascino della serie, ideata da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi con la regia di Carmine Elia, resta intatto. Del resto, come dice lo stesso Cagliostro alla fine della prima delle sei puntate previste «una cosa è certa: fino a che c'è un mistero c'è una storia da raccontare». E raccontare storie attraverso la fiction continua a essere la scelta vincente della Rai.