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Raccontare un dopo-elezione all'epoca del linguaggio liquido

Umberto Folena giovedì 21 ottobre 2021
Vincere, e che vorrà mai dire nell'epoca del linguaggio liquido? Consumati i ballottaggi, l'esito delle amministrative viene giocato, nei titoli dei quotidiani di martedì (19/10), sui verbi della riscossa: riconquistare, ripartire, riprendere. "Corriere": «Il Pd riconquista Roma e Torino». "Stampa": «Il centrosinistra si riprende le città". "Quotidiano nazionale": «Il centrosinistra si prende (quasi) tutto». "Fatto": «Il Pd prende le città, la destra a pezzi». La scarsa stima nei confronti degli avversari induce spesso a puntare il dito, e il titolo, verso le proprie insufficienze. In altri termini, loro restano scarsi e siamo noi a esserci fatti del male da soli. "Giornale": «Autogol centrodestra». Oppure si rimuove il lutto. È successo qualcosa? No, niente. Per "Libero" la notizia è un'altra. Titolo d'apertura: «La banda degli onesti: Arcuri indagato» (la citazione del delizioso film con Totò e Peppino De Filippo è fuori luogo, ma tant'è). Più sotto: «Letta si mangia i grillini e blinda Draghi fino al 2023». E Vittorio Feltri, candidato ed eletto a Milano tra gli sconfitti, sibila: «La vittoria dei peggiori», lasciando intuire che comunque "i migliori siamo noi". "Repubblica" compie un passo di lato, non tanto nel titolo d'apertura («L'Italia del centrosinistra»), quanto nel servizio di Stefano Cappellini: «Il Pd è ripartito ma guai a illudersi».
Nessun trionfalismo dei vincitori, dunque, nonostante si sottolinei il "trionfo" del segretario del Pd. "Corriere": «Letta esulta: un trionfo». "Stampa": «Letta: successo trionfale». Ma neanche alcun vittimismo degli sconfitti. Marco Travaglio, travagliato cuor pentastellato, avverte e spera: «Se una parte degli attuali non votanti riprendono a votare, cambia tutto». Calma e gesso. E occhio al titolo. Stefano Folli ("Repubblica", 20/10) scrive: «Queste amministrative hanno definito una sorta di anno zero per tutti, non solo per gli sconfitti». Ma il titolista audace sintetizza: «L'anno zero degli sconfitti». Sabino Cassese, lui sì laconico ("Corriere", 20/10): «Hanno perso tutti». Ma per i commenti, appuntamento a sabato prossimo.