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Quel «condominio» senza frontiere

Pier Giorgio Liverani domenica 25 giugno 2006
Il «confine scomparso» tra Chiesa e Stato: sul Corriere della sera (sabato 17) ne tratta un fondo dell"ambasciatore Sergio Romano. È quella «frontiera della convivenza e della distinzione dei ruoli» che «la Chiesa ha interesse a non scavalcare» per garantire «i suoi diritti e i suoi interessi» (quelli che Romano stabilisce). Per esempio: «È comprensibile che parli di matrimonio, aborto, fecondazione assistita, eutanasia, ricerca sulle cellule staminali» e che «predichi i doveri dell"assistenza e della generosità». Ma non deve dire quando e come ciò che predica si possa realizzare. Se, per esempio, si chiede di votare sul peggioramento di una legge sulla fecondazione; oppure si parla dei CPT, veri Lager in cui i diritti umani degli immigrati sono negati, la Chiesa deve stare zitta, altrimenti «il clero romano» diventa «una sorta di condomino autorizzato a interloquire». Dunque la Chiesa faccia pure discorsi teorici, ma si guardi dal dare loro concretezza. Si guardi anche, il clero, dal considerarsi composto di italiani: pare, infatti, che fra l"esser chierico e l"essere cittadino il vecchio confine (anticlericale) che attraversa queste realtà non sia scomparso e divida ancora in due le persone (la Chiesa). L"ambasciatore Romano di confini se ne intende, di cittadinanza un po" meno.
LE DUE CHIESELo stesso giorno anche Liberazione divide in due la Chiesa. Nel suo editoriale ( «Le due Chiese»), il direttore Piero Sansonetti comincia mischiando vero e falso: riconosce alla Chiesa il diritto di dire «che l"embrione è persona (vero); che l"aborto è un crimine (vero); che la ricerca scientifica abbia dei limiti (impreciso), che la fame e la sete sono un flagello, ma che solo Dio potrà liberarcene (Falso: insegna e spinge a vincerle); che la carità, la solidarietà, sono cosa buona, ma esistono solo in quanto "ancelle" della fede, cioè spettano solo ai cristiani (falso: sono un dovere di tutti); che il problema delle migrazioni va affrontato non dal punto di vista degli "ospitanti" (cioè di noi occidentali) ma dal punto di vista dei migranti (vero) e che i Cpt [...] sono pessime risposte, perché sono carceri e violano i diritti dell"uomo (vero)». Poi pubblica i suoi scrutini: boccia «le prime affermazioni», perché «fondamentaliste» e puntano «a mettere Dio e un modello patriarcale di società innanzi a tutto, sacrificando i diritti della donna, della scienza, della collettività umana». Invece promuove «l"ultima affermazione», perché «figlia della miglior dottrina sociale cristiana» e «sfida senza timidezza il senso comune, gli egoismi, le paure dei partiti e la loro tendenza ad essere comunque conservatori, pigri, arroganti, subalterni al senso comune». Tra gli sfidati ha dimenticato l"ambasciatore Romano.
DIRITTI (LAICI)Esiste anche un «diritto (laico) alla vita». Lo dice Stefano Rodotà in un suo libro di cui l"Unità (giovedì 22) riferisce la presentazione. Sembra di capire che il «diritto laico alla vita» comprenda «la selezione dei criteri etici su materie sensibili», ma soprattutto la «degiuridificazione degli ambiti di vita da rimettere alle libere scelte». Insomma: «Dai diritti economici a quelli civili, politici e sociali, fino a quelli bioetici». Come dire: relativismo e utilitarismo. Ognuno faccia ciò che gli conviene.