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Quante le «zucche vuote» della notte di Halloween?

Pier Giorgio Liverani domenica 1 novembre 2015
Questa mattina, festa di tutti i Santi, sono ormai spenti, per fortuna, anche gli echi di Halloween, del «tour notturno fra scheletri e mostricciattoli di ogni tipo» agli ordini del «regista horror per eccellenza, Dario Argento» e con «gli attori del Circo degli Orrori con drag queen in versione infermiere indemoniate»: questa descrizione della nottata è stata anticipata da Repubblica venerdì scorso. Lo stesso giorno Il Fatto snobbava le preoccupazioni di monsignor Matteo Zuppi per i riti di Halloween, qualificati «di occultismo e satanismo» in un convegno. È noto che papa Francesco ha da poco promosso questo vescovo da ausiliare di Roma e assistente della Comunità di Sant'Egidio alla cattedra di Bologna e Il Fatto, all'annuncio, aveva mostrato simpatia per questo «vescovo di strada». Adesso, invece, trascura il fatto che Halloween è una festa (?) di puro stampo consumista, capitalista e americano e contrappone ironicamente a «don Matteo» «il demonio delle zucche vuote». Anche la Repubblica ha preso sul serio la festa, descrivendo compiaciuta, sempre venerdì, i contenuti delle iniziative preparate a Roma. Eccone un'antologia, in brevissime citazioni: il «Museo delle streghe e delle mummie» in via dei Gracchi; le sale dell'Hard Rock Cafè «piene di ragnatele con un allestimento terrificante curato con vere bare» affittate da una nota agenzia funebre, al suono di «musica horror house»; al «Qube Muccassassina [dove c'era] Manicomio-The Halloween Party». Ancora: la festa dell'Art Cafè «dedicata al parigino Mostro del Louvre»; «il Tempio di Belfagor», dove «i trailer dei più famosi film horror scorrono nei monitor» sulle pareti; al Club Epoque «burlesque con il cabaret horror piccante»; «Terrificante la serata a La Villa degli Orrori con vampiri e streghe» e alla Cabala «con Vampire Queen»; l'ex «Cartiera di via Assisi trasformata in una fabbrica abbandonata infestata da zombie»; infine, ma non è tutto, alla ex «Caserma di via Guido Reni una notte con Disco-Tenebre». Altro che «dolcetto o scherzetto» e «demonio delle zucche vuote» di cui parlava Il Fatto: voi ci sareste andati? E magari portato anche i bambini? Alle feste il demonio forse c'era, ma di sicuro le zucche vuote erano tante quanto i festaioli.DISTRAZIONI«Un magistrato napoletano di 36 anni», E. S. – si legge ancora su Il Fatto di venerdì – ha scritto, «da cattolico» e in forma di libretto, una "Lettera alla Chiesa" per spiegarle che la sua condanna dell'omosessualità, che «tocca un quarto dell'umanità» (una persona su quattro!?) è sbagliata, perché «nasce non da Cristo, ma dal prevalere dottrinale dello zelo intollerante di un giudeo neofita quale San Paolo». Il quale, però – forse non lo sa – si è rifatto alle condanne già contenute nell'Antico Testamento. Distrattone! A 36 anni non si è ancora accorto che anche le Lettere di Paolo sono «Parola di Dio».