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Quante incognite sulla IA per la salute nel “Sud globale”

Paolo Benanti giovedì 18 aprile 2024
Sempre più spesso abbiamo visto in questa rubrica come l'Intelligenza artificiale (IA), che combina l'informatica con ampie serie di dati, venga applicata in quasi tutti i campi della medicina e della chirurgia. Un nuovo studio pubblicato questa settimana sul Journal of Primary Care & Community Health si concentra sulle applicazioni dell'IA in ambito sanitario nei Paesi in via di sviluppo. Gli autori – tutti medici provenienti da università del cosiddetto Sud globale – hanno l'obiettivo di sottolineare l’importanza di queste tecnologie per delineare in modo esaustivo i progressi compiuti finora, le carenze riscontrate nelle applicazioni dell'IA, lo stato attuale dell'integrazione dell'IA, le sfide persistenti e le strategie innovative per superarle. I firmatari dello studio si sono basati su articoli pubblicati sulle piattaforme scientifiche PubMed, Google Scholar e Cochrane dal 2000 al 2023 con parole chiave che includevano IA e assistenza sanitaria, concentrandosi su diverse specialità mediche. Questa ricerca ha la capacità di mostrare la prospettiva del Sud globale sul ruolo crescente dell'IA nella diagnosi, nella previsione della prognosi e nella gestione dei pazienti, oltre che nella gestione ospedaliera e nell'assistenza sanitaria comunitaria. Gli elementi emersi mostrano come l’IA abbia reso più efficiente il sistema sanitario nel suo complesso, soprattutto nelle strutture ad alto carico di pazienti e nelle aree a risorse limitate dei Paesi in via di sviluppo, dove l'assistenza ai pazienti è spesso compromessa. Tuttavia le sfide, tra cui i bassi tassi di adozione e l'assenza di linee guida standardizzate, gli alti costi di installazione e manutenzione delle apparecchiature, le carenze di trasporto e i problemi di connettività, ostacolano il pieno utilizzo dell'IA nell'assistenza sanitaria. Secondo gli autori, nonostante queste sfide, l'IA ha un futuro promettente nell'assistenza sanitaria. Nei Paesi in via di sviluppo è indispensabile che gli operatori sanitari dispongano di conoscenze e competenze adeguate per l'utilizzo dell'IA nell'assistenza sanitaria. Da parte nostra ci sembra importante sottolineare una prospettiva globale parlando della tecnologia nella medicina. L’IA al momento non solo è appannaggio dei Paesi più ricchi ma è anche sviluppata solo in pochissime nazioni. Questa assenza di diversità nella produzione e questo monopolio di prodotti potrebbero rischiare di diventare non solo un ostacolo alla diffusione globale ma anche una sorta di nuovo fenomeno coloniale. Invece di un dominio con gli eserciti o con la potenza commerciale, come accadde con la Compagnia delle Indie, si potrebbe arrivare a un dominio cognitivo che di fatto sottragga al Sud globale la loro capacità di azione in un ambito così importante come la medicina. Anche questa è algoretica. © riproduzione riservata