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Prof di religione, nodi pensione

Vittorio Spinelli giovedì 5 gennaio 2017
Il Ministero dell'istruzione ha fissato al prossimo 20 gennaio il termine per presentare la domanda di cessazione dal servizio del personale scolastico per l'anno 2017, con uscita unica al 1° settembre. Va invece in pensione d'ufficio chi ha maturato al 31 dicembre 2011 i requisiti per le pensioni ante riforma e che raggiunge i 65 anni di età entro il prossimo 31 agosto.
Si tratta di circa 15 mila persone, compresa una quota di insegnanti di religione. Si calcola però che altre migliaia di dipendenti (40-60 mila) potrebbero essere interessati alle nuove misure previdenziali in vigore da questo 1° gennaio, cioè il pensionamento agevolato per i lavoratori precoci e per chi fa lavori usuranti oppure il pensionamento con prestito nelle forme Ape social (gratuito), Ape volontario (con rate mensili).
Anche gli statali, incluso il comparto della scuola, sono stati inseriti fra i destinatari di queste modalità di pensionamento, tutte caratterizzate da un requisito anagrafico più basso di quello ordinario. Non va dimenticata, inoltre, una ulteriore variabile: la nuova facoltà per qualsiasi lavoratore pubblico, privato o professionista di poter cumulare gratuitamente frammenti di contributi versati in più gestioni previdenziali.
Le nuove misure pensionistiche (si attendono istruzioni da parte dell'Inps) si intrecciano con le regole per i trattamenti nella scuola, emanate prima che divenisse ufficiale la legge di bilancio ora in vigore. In coincidenza con il cambio della titolare del dicastero di viale Trastevere, è venuto fuori un quadro non definitivo sulle procedure e sui tempi per le domande di pensionamento ma non sui diritti, dal momento che in nessuna delle novità sulle pensioni sono state previste eccezioni o esclusioni.
È un dato di fatto quindi che anche i dipendenti della scuola debbano osservare i tempi stabiliti per l'Ape (maggio 2017); tuttavia data la specificità della scuola la decorrenza dell'assegno sarà in ogni caso vincolata alla data del 1° settembre successivo.
È urgente quindi una nota di chiarimento (Miur-Inps) sul raccordo tra le due normative con un adeguato rinvio di termini. Nel frattempo è necessario che gli interessati alle uscite dalla scuola come precoci, usurati, ape social o ape volontario verifichino la propria situazione previdenziale all'ufficio scolastico. Inoltre va chiesta all'Inps la certificazione formale preventiva per accedere alle nuove misure. La certificazione costituisce un passo necessario per valutare in premessa la convenienza di richiedere, prima alla scuola poi allo stesso Inps, il pensionamento agevolato.