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Primi al mondo per produzione di vino, portabandiera della buona Italia

Andrea Zaghi domenica 10 aprile 2016
Sapori, colori, profumi. Di vino e di soldi anche se i problemi da affrontare ci sono ancora. Eppure, quello della vitivinicoltura e dell'enologia è un mondo che tutto sommato appare essere vincente. Portabandiera della "buona" Italia, una delle punte di diamante dell'agroalimentare nel mondo, la produzione vinicola continua a far parlare bene di sé. Con tutto ciò che ne consegue: sostanza tecnica ed economica, così come apparenza, stravaganza e immagine di un comparto a cavallo fra produzione reale e immaginario collettivo. E il Vinitaly 2016, che oggi si apre a Verona alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, rispecchia questi aspetti.La situazione del settore è questa: nel 2015 l'Italia ha conquistato il primato mondiale nella produzione di vino con 47,4 milioni di ettolitri, ci sono 73 Docg, 332 Doc e 118 Igt, le esportazioni sono arrivate a 5,4 miliardi di euro, la prima voce dell'export agroalimentare nazionale. Ad essere clienti dei nostri vignaioli i ricchi stati degli Usa e della Cina, ma anche tutta Europa. Bene anche le vendite nella grande distribuzione, che da sola (stando alle elaborazioni dell'agenzia Winenews su dati Nielsen elaborati da Coop Italia), vale oltre 1,7 miliardi di euro. E positiva appare anche la situazione nei primi mesi del 2016 con quello che gli osservatori del settore definiscono sentiment positivo. Forte, stando alle indicazioni di Alleanza delle Cooperative, la presenza del vino delle cantine sociali che si battono bene accanto ai nomi dell'alta nobiltà viticola. Tutto in mostra a Verona (4.100 espositori in 100mila metri quadri), che, con ragione, celebra l'edizione numero 50 di Vinitaly all'insegna dell'innovazione «di prodotto, di processo e di consumo», cioè a tutto tondo, cercando di lasciare un po' indietro l'apparire e dando più spazio alla serietà di ciò che c'è dentro alle bottiglie. Ma nemmeno trascurando gli aspetti che fanno di quello del vino uno dei mondi più complessi dell'economia – le produzioni biologiche, i contenitori innovativi, le strategie commerciali planetarie, la tutela dell'ambiente, la responsabilità sociale d'impresa –, con tutto ciò che vi ruota attorno. Anche dal punto di vista dello sforzo di semplificazione e di rilancio. Non è un caso che alla vigilia della manifestazione scaligera, il Parlamento abbia dato uno dei via libera fondamentali al nuovo Testo unico del vino che taglierebbe del 50%, secondo Coldiretti, il tempo dedicato alle pratiche burocratiche. Vino, dunque, e di quello buono. Anche se, sempre stando a Winenews, i consumi seppur in miglioramento ancora non sono entusiasmanti (+0,2% dal 2009). È davvero lontano il vino al metanolo di 30 anni fa: da allora le esportazioni sono cresciute del 575%.