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Prato, “Chi l'ha visto?” poco «delicato»

Andrea Fagioli venerdì 24 settembre 2021
Da tempo Chi l'ha visto?, nata come trasmissione di servizio, è divenuta contenitore dei «mali del vivere». Ne abbiamo avuto prova anche mercoledì con una puntata iniziata con «due emergenze», come le ha definite la conduttrice Federica Sciarelli, per poi passare a vecchie e nuove torbide vicende. Tra le ultime quella del sacerdote di Prato agli arresti domiciliari per spaccio di droga e reati connessi. Il fatto che Chi l'ha visto? si occupasse di questa vicenda è stato giustificato con l'appello a chi ha avuto dei rapporti con il prete risultato poi sieropositivo di farsi avanti con i magistrati e soprattutto di fare dei controlli medici. Ma il problema è che su questi casi i talk tv ci sguazzano. Non che non debbano farlo. Ci mancherebbe altro. Il problema è come lo fanno. Ad esempio Chi l'ha visto? ha annunciato il caso di Prato come «argomento delicato» per poi trattarlo con poca delicatezza soprattutto nei confronti del vescovo Giovanni Nerbini. Sia nel servizio di presentazione, che nel collegamento in diretta da Prato, a parte aver dato correttamente conto della richiesta di perdono da parte del vescovo che ha ammesso i suoi errori, sono state raccolte solo voci contro di lui, tra cui molto pesa quella dell'ospite in diretta che lo ha accusato di aver detto «parole ipocrite perché ha messo i conti correnti al sicuro e non le persone». Al che la Sciarelli ha chiosato rivolgendosi alla sua inviata: «Bello quello che ha detto il tuo ospite». In realtà il blocco dei conti era un passo necessario per bloccare i prelievi e chi conosce monsignor Nerbini sa che è impossibile, nonostante gli errori ammessi, che abbia pensato ai soldi e non alle persone. Per cui prima di affermazioni pubbliche di questo tipo di fronte a quasi 2 milioni di telespettatori sarebbe bene fare un lavoro di verifica diretto oltre a informarsi sulla storia della persona su cui si sta «sparando».