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Enrico da Bolzano. Povero e vedovo, visse nella preghiera a Treviso

Matteo Liut mercoledì 10 giugno 2015
Venuto al mondo in povertà e provato dalla perdita della moglie e del figlio, il beato Enrico da Bolzano è un esempio di semplicità ed essenzialità. Nato a Bolzano verso il 1250, si trasferì a Treviso con la famiglia e dopo la loro morte si accontentò di vivere in una stanzetta che gli era stata offerta da un notaio. Sia a Bolzano che a Trento si fece conoscere perché si fermava spesso in chiesa (a Treviso ogni giorno visitava tutte le chiese della città). Fu anche un esempio di vita penitente perché aveva scelto di dormire su un giaciglio scomodo e spesso passava la notte in preghiera. Alla fine, alla sua morte, avvenuta in solitudine nella sua cella nel 1315, esattamente 700 anni fa, la gente lo indicò subito come un santo e la devozione nei suoi confronti si diffuse ben presto.Altri santi. San Maurino di Colonia, abate; beato Edoardo Poppe, sacerdote (1890-1924).Letture. 2 Cor 3,4-11; Sal 98; Mt 5,17-19.Ambrosiano. Es 12,35-42; Sal 79; Lc 5,33-35.