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Porno online, l'irrealtà di una vita senza limiti

Alfonso Berardinelli venerdì 14 luglio 2017
«Il genere umano non ha ancora capito quale sarà l'effetto del porno online sulla sessualità collettiva». Così inizia un articolo dell'ultimo numero di “Internazionale” intitolato in copertina “Il catalogo dei desideri” e dedicato all'immaginario sessuale di oggi per come appare «nel più grande sito porno del mondo». La frase inaugurale ci avverte che il problema è reale, ma va, credo, al di là della vita erotica e sessuale perché riguarda il rapporto fra desideri fisici e vita mentale e fra vita mentale, coscienza e senso della realtà. Non c'è abitudine quotidiana che non finisca per configurare un'idea della vita, del suo significato e dell'uso che ne facciamo. L'eros è un'espressione primaria dell'energia vitale. È nello stesso tempo molto potente e molto sensibile, ha una straordinaria plasticità, modella i comportamenti e ne viene influenzata. Forse è in parte vero che Freud ha esagerato il valore della sessualità, ma poi Jung, meno scientifico e fin troppo fantasioso, ha spiegato come l'eros si trasformi esprimendosi in molteplici aspetti delle culture umane. È innegabile comunque che l'iperstimolazione erotica conduce a un irrigidimento e impoverimento ossessivo del desiderio, all'incapacità di reagire a stimoli reali e infine al disgusto depressivo. Una delle espressioni oggi più usate dalla pubblicità è l'assurda promessa che potremo entrare nella dimensione (irreale) del “senza limiti”. Leggo che il più grande sito porno al mondo raccoglie più di dieci milioni di video e che per vederli tutti ci vorrebbero 173 anni. A chi mai è destinata una tale quantità “senza limiti” di inutili variazioni sul tema? Non va dimenticato che la psicanalisi, oltre che teoria della psiche e metodo terapeutico, si sviluppò anche come critica sociale e filosofia morale. Ciò che tradizionalmente veniva denominato “lussuria”, per esempio, viene considerato da Freud «degradazione della vita erotica», in cui il sentimento di tenerezza e affetto e l'impulso sessuale si dissociano. Nel caso del consumo di pornografia registrata, riprodotta e online, il desiderio sessuale o “libido” si separa dalla realtà e tende a creare impotenza psichica o ricerca di oggetti del desiderio che non sia necessario amare, o perfino che si disprezzano. Non sono uno psicologo. Ma credo bastino questi accenni per suggerire una cosa: il commercio di pornografia degrada non solo la vita erotica, ma la vita in generale, diffondendo senso di irrealtà e incrementando una mentalità sadica.