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Polizia, assistenza a ranghi ridotti

Vittorio Spinelli giovedì 21 marzo 2013
Si aggrava il lavoro dei cappellani impegnati nell'assistenza religiosa alle forze di Polizia. Per decreto del ministero dell'Interno, dal prossimo 1° aprile l'organico dei cappellani viene ridotto di 38 unità, passando dai 111 del 2012 a 73 dal 2013. Con la riduzione restano in servizio 29 cappellani impegnati a tempo pieno e 44 a tempo parziale, che vengono diversamente distribuiti sul territorio per accorpamento tra le attuali sedi di competenza. Si tratta di un provvedimento conseguente alla riduzione delle spese della pubblica amministrazione, benché il risparmio sul costo del servizio dei cappellani sia irrisorio, stimato in circa 400mila euro l'anno. Ridotto il numero dei cappellani, sale invece il rapporto numerico con gli agenti destinatari dell'assistenza religiosa insieme alle rispettive famiglie. Già ora in alcune regioni appare troppo oneroso per poter garantire un servizio efficiente e rischia di aggravarsi a causa del concorso pubblico, dato come imminente, per il reclutamento di nuovi allievi agenti per circa 1.000 unità.Inquadramento. Il regime giuridico dei cappellani al servizio delle forze di Polizia è regolato da un'intesa tra il ministero dell'Interno e la Conferenza episcopale italiana (Dpr. 421/1999). Per la particolarità del servizio religioso, si è ritenuto di non inquadrare i cappellani nei ruoli organici delle forze di Polizia, come pubblici dipendenti con relativo trattamento giuridico ed economico. L'assistenza spirituale a tempo pieno o parziale viene quindi svolta sotto forma di "incarico". Pertanto al cappellano non spetta uno stipendio o una retribuzione, ma un "compenso", il cui importo è agganciato alla remunerazione prevista dal sistema Cei per il sostentamento del clero. Il calcolo del compenso fa riferimento alla media tra la remunerazione minima e massima prevista per un sacerdote che svolga la funzione di parroco. A tale media, viene aggiunto un 6%, per un importo mensile nel 2013 di circa 1.260 euro al lordo delle addizionali Irpef. Se il cappellano è impegnato solo parzialmente, seguendo le esigenze delle collettività servite, il compenso viene ridotto del 40%, scendendo a 840 euro.Contributi e pensioni. Per i cappellani che siano sacerdoti secolari, l'Istituto centrale per il sostentamento è tenuto a versare i contributi nel Fondo Inps per il clero, presso il quale verrà maturata la relativa pensione. L'assegno è disponibile dopo almeno 20 anni di versamenti e 68 anni di età, la stessa oltre la quale non è più consentita l'attività di assistenza al personale della Polizia. Per i cappellani appartenenti ad Ordini religiosi, nell'attuale quadro legislativo il relativo compenso appare soggetto al contributo previdenziale presso la Gestione separata Inps. Qui però la pensione spetta a 66 anni e 3mesi di età, con 20 anni di versamenti ma se l'importo supera 1 volta e mezzo l'assegno sociale, altrimenti a 70 anni e 3mesi di età e 5 anni di contributi effettivi.