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PIZZABALLA, NON SOLO UNA "FIGU"

Massimiliano Castellani venerdì 29 giugno 2018
Questa finestra giornaliera, nasce da una grande passione fanciullesca, che tanti coltivano anche da adulti, l'Album Panini. Grati per sempre ai fratelli Panini: Franco, Cosimo, Umberto, Giuseppe e Benito, i figli di mamma Olga, edicolante di Corso Duomo a Modena. È lì che dopo la guerra sorse la fabbrica dei sogni in bustina. La mitica bustina con il calciatore in rovesciata, simbolo caro a ogni paniniano, fece il suo debutto nella stagione calcistica 1965-66. Ma dal 1962 esisteva già un "Gronchi rosa" della Panini, quello del portiere Luigi Pizzaballa, detto "Ligi" che, anni dopo, mi svelò l'arcano della sua figurina introvabile. «Nessun mistero, nel '62, ero il secondo di Cometti e subentrai a metà campionato. Ai tempi quelli della Panini venivano una volta sola a fare le foto ai giocatori. L'anno dopo mi feci male con la Nazionale militare e saltai un'altra volta la foto. Dato che si era sparsa la voce che Pizzaballa non si trovava, presuppongo che ne stamparono poche apposta...». Scartando le «figu», per il solo piacere di trovarci quegli eponimi unici, (Dell'Omodarme o Comunardo Niccolai) il tempo è passato con la stessa cadenza della stagioni calcistiche. E oggi, per non fare una "figuraccia" con le nuove generazioni, nonno Pizzaballa ricorda ai nipoti della Panini: «Di 22 anni di calcio, ne ho trascorsi 16 in serie A. Mica sarò solo una figurina?». Sei molto di più, caro vecchio "Ligi".