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Piccolo elogio della mostarda(e della terra che la produce)

Paolo Massobrio, Giorgio Calabrese venerdì 11 febbraio 2005
Questo è veramente troppo! Eh sì, perché può passare il bollito misto di carni (che citiamo giusto perché col rito ambrosiano domani si celebra il Carnevale in Lombardia), può passare un vino rosso corposo che ne accompagni i bocconi succulenti, ma difficilmente, per la nostra società ipernutrita, potrà passare la mostarda. Ora, non vorrei invertire i ruoli, ma la mostarda è traditrice: aumenta la succulenza dei cibi e la sua dote piccante, fornita dalla senape, invoglia a bere ancora di più. Ma tant"è, la carne bollita ha elementi di finezza e la mostarda diventa quasi irresistibile. Nella zona deputata alla sua produzione, tra Mantova e Cremona, è stato scritto, addirittura, il più antico libro di cucina italiano, ad opera di Bartolomeo Sacchi di Piadena (1474). E chissà se uomini di questa terra di pianura (penso a don Primo Mazzolari) hanno amato piatti a base di questa composta povera e ricca, che dava la sensazione di attenuare un poco i freddi dell"inverno. In zona, oltre che con le carni, la mostarda la mettono accanto anche ai formaggi, che qui vengono prodotti sotto forma di Provolone o di Grana Padano, formaggio nato addirittura nell"anno Mille, per opera dei monaci cistercensi.Tra le migliori mostarde dei nostri assaggi, segnaliamo quella di Luccini (tel. 0372-830624) a Cicognolo (Cremona), titolare anche di un"osteria suggestiva, de l"Umbreleer, dove la mostarda di agrumi o quella di mele e pere si accompagna all"anatra e alla faraona. A Campitello, nel mantovano, c"è invece l"azienda agrituristica Senga che fa una mostarda di mele e zucca, ottima da abbinare anche a una polenta. Per provare la mostarda di anguria bianca e altre rarità, bisogna invece andare a San Biagio, non lontano dal luogo in cui nacque Virgilio, dove Paola Calciolari fa anche corsi di cucina per imparare a utilizzare meglio gli ingredienti della sua terra. E con la gallina lessa e un paio di cucchiai di mostarda, non abbiate dubbi: un Barbaresco o un Amarone.