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Perpetua e Felicita. Il suo diario verso il martirio tra dolore e fiducia in Dio

Matteo Liut giovedì 7 marzo 2019
Ognuno ha la propria "prigione", le proprie catene; spesso si tratta di catene e sbarre "interiori" che soffocano il cuore e la speranza. I cristiani sanno, però, che la vera libertà viene da Dio e che a lui solo bisogna affidarsi. Proprio come fece la giovane Tibia Perpetua, che nel suo diario di prigionia ci ha lasciato la toccante testimonianza del doloroso cammino verso il martirio. Era di buona famiglia ed era stata arrestata nell'anno 203 a Cartagine per la sua fede. Assieme a un gruppo di altri cristiani venne condannata a essere sbranata dalle belve: tra loro c'era anche la più giovane Felicita, figlia di servi della famiglia, incinta. E poi, come si apprende sempre dal diario di Perpetua, c'erano anche Saturnino, Revocato e Secondulo, che non erano ancora battezzati : il martirio divenne il loro Battesimo.
Altri santi. San Paolo il Semplice, monaco (IV sec.); san Gaudioso di Brescia, vescovo (V sec.).
Letture. Dt 30,15-20; Sal 1; Lc 9,22-25.
Ambrosiano. Qo 9,7-12; Sal 5; Mc 13,9b-13.