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Perché Zuckerberg darà 1 miliardo agli influencer

Gigio Rancilio venerdì 16 luglio 2021
È un gatto che si morde la coda: per avere successo le piattaforme social hanno bisogno di creatori di contenuti che attirino utenti (follower) e che li facciano rimanere nei loro recinti digitali il più a lungo possibile. Solo così possono ottenere investimenti pubblicitari e aumentare gli incassi. Perché se è vero che gli influencer, grandi e piccoli, esistono grazie ai social, è vero anche il contrario: per esistere, i social hanno bisogno di creatori di contenuti sempre più efficaci.
Mark Zuckerberg, padre-padrone di Facebook e Instagram, l'ha confermato poche ore fa, annunciando: «Nel 2022 investiremo oltre un miliardo di dollari per creare programmi e premiare i creatori di grandi contenuti, fornendo loro anche finanziamenti».
Avere contenuti originali ed efficaci non serve alle piattaforme solo per intrattenerci ma anche (e soprattutto) per raccogliere investimenti pubblicitari. Già, ma come si misura il vero successo di un creatore di contenuti sui social? Come ha spiegato ieri pomeriggio Vincenzo Cosenza in un webinar di Buzzoole dedicato al tema, «persino molte aziende non hanno ancora le idee chiare su come misurare il successo dei creator sui quali investono». Per non parlare del fatto che una buona fetta di influencer (il 14,5% in America e il 30,7% nel Regno Unito) usa scorciatoie e trucchi per gonfiare il proprio profilo . La buona notizia è che in Italia il ricorso alle frodi è in calo. Da noi la percentuale media dei follower sospetti su Instagram «è del 9,5% (-0,9% rispetto al 2020) con punte però del 30% per i profili top (quelli che hanno da 100.000 a 1 milione di follower). Il settore più colpito è quello della moda col 23% di profili sospetti (l'anno scorso era al 25%). «Seguono quelli che si occupano di turismo, wellness, tecnologia e lifestyle».
Questa sfilza di dati non è importante solo per gli esperti del settore (potete leggere l'intero rapporto al link tinyurl.com/fxwv7zha ) ma spiega a tutti noi l'evoluzione dei social. Da luoghi di divertimento e confronto a luoghi acquisti e di creatività sempre più a fini pubblicitari.
C'è un dato che in particolare spiega la mossa di Zuckerberg a favore dei creatori di contenuti: «Nell'ultimo anno i profili su TikTok hanno avuto un successo triplo rispetto a quelli su Instagram». Peggio ancora è la performance delle pagine Facebook, «che ormai non generano interazioni organiche (cioè ottenute senza spendere per promuovere i post, ndr) neanche per le celebrità». E i video come vanno? Come ha spiegato Cosenza, «un confronto tra YouTube e TikTok fa emergere che l'app cinese “garantisce” più visualizzazioni alle celebrità e ai novice, rispetto alla storica piattaforma di Google».
Quali sono gli argomenti che ottengono più successo? «Su YouTube, in termini di visualizzazioni medie, spiccano l'intrattenimento e i motori». E sugli altri social? «Su Instagram al primo posto svetta lo sport, seguito dall'Intrattenimento, dal gioco d'azzardo e dal mondo dei motori (...) Situazione simile su Facebook dove le pagine che generano più interazioni sono quelle dedicate allo sport, all'intrattenimento e al mondo dell'auto».
Ma quanto guadagna un creatore di contenuti sui social? Ce ne occuperemo la settimana prossima.