Rubriche

Per preparare il Sinodo sui giovani serve anche lo smartphone in tasca

Guido Mocellin domenica 15 gennaio 2017
Nel giorno in cui, con la pubblicazione del Documento preparatorio, si mette in cammino, il Sinodo sui giovani incassa un quarto dell'attenzione dell'informazione religiosa digitale, e dentro questo quarto pullulano le sottolineature della misura in cui il digitale stesso si incrocerà col Sinodo: a motivo dell'avvio, dal 1° marzo, di un sito attraverso il quale consultare direttamente i giovani (mentre agli episcopati è già stato consegnato il Questionario "sui" giovani), e della presenza, nel Documento stesso, di due riferimenti precisi (all'iper-connessione giovanile e ai new media come luoghi della cura pastorale), riassunti in una delle domande ai vescovi: «In che modo tenete conto del cambiamento culturale determinato dallo sviluppo del mondo digitale?».
Nello stesso giorno, la Conferenza episcopale calabra lancia un proprio portale, Calabria Ecclesia ( tinyurl.com/zhjbm3t ), con l'obiettivo di «promuovere, stimolare e coordinare» l'informazione religiosa in tutti i settori della comunicazione sociale regionale. Il "Chi siamo" del sito è intriso di consapevolezza della portata della "rivoluzione" rappresentata da internet e delle opportunità che ne vengono per la comunicazione ecclesiale e per l'evangelizzazione.
Tutto ciò passa, giova ricordarlo, attraverso il fatto che, dieci anni fa, è stato lanciato sul mercato un dispositivo che «ha tagliato i cavi di internet e ci ha legati a sé permettendoci di essere sempre e comunque connessi": lo smartphone, nella versione oggi fatta propria da tutti i produttori. Ne parla da par suo Paolo Benanti sul blog del Regno "Moralia" ( tinyurl.com/hlzb3vz ), sintetizzando in poche righe tutta la tecnologia di cui è capace questo oggetto e i mutamenti che essa ha introdotto nella nostra vita: la dimensione social e i selfie, l'accesso alle notizie e l'incontrollata produzione di post-verità... «Una tecnologia fluida e adattabile che sempre più è il medium che si pone tra noi e il reale e che detta la nostra comprensione della realtà stessa».