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Per i ministri di culto no al riscatto della laurea

Vittorio Spinelli giovedì 23 settembre 2021
Èinnegabile l'utilità del servizio online che da alcuni giorni l'Inps offre ai suoi utenti per valutare il riscatto della laurea sulla futura pensione. Il servizio è di libero accesso e non richiede credenziali (né Pin né Spid o altro). Si tratta di una semplice simulazione, per ora limitata al calcolo contributivo, e quindi gli oneri dell'operazione, in base ai dati immessi dall'interessato, sono orientativi. Tuttavia sufficienti e chiari per valutare il proseguimento di questa simulazione con una formale domanda di riscatto.
L'Inps elenca 12 dei suoi fondi assicurativi nei quali l'interessato può concretizzare il riscatto dei corsi universitari (solo la durata legale), riepilogando di fatto il vasto panorama della previdenza: l'assicurazione generale, i fondi speciali, la gestione separata, il fondo sportivi ecc.
Possono quindi simulare, ed eventualmente chiedere il riscatto, i docenti di religione, i cappellani delle forze armate e degli enti pubblici per la salute e per la sicurezza, i cappellani delle carceri. Non trovano posto i ministri di culto come assicurati al Fondo Clero.
Nella storia della previdenza si ricorda che la nascita del riscatto laurea risale alla legge 153 del 1969 come forma di riconoscimento (o risarcimento) per coloro che, impegnandosi per diversi anni negli studi universitari, ritardano l'ingresso nel mondo del lavoro rispetto ai comuni dipendenti. Una lodevole finalità poi confermata ed e-stesa dalla riforma Dini (1997). Il Fondo Clero (con il suo articolo 27) si era nel frattempo agganciato al sistema generale, trovando un costante rifiuto dell'Inps.
L'evoluzione del mondo lavoro e della previdenza vede oggi il problema con occhi diversi. Fino a non molti anni fa, si andava normalmente al lavoro già a 18 anni, oggi
i "precoci" vanno in pensione
come una minoranza da tutelare. Anche il riscatto della laurea si è trasformato in un'agevolazione indistinta per tutte le categorie, soprattutto come difesa dalle riduzioni del calcolo contributivo. Il presunto "divieto di riscatto" nel Fondo Clero appare sempre più antistorico e incostituzionale per la disparità tra cittadini. Inoltre, essendo aumentate le età di ingresso nel Fondo, si impedisce ai ministri con precedenti assicurazioni di scegliere, fra i fondi Inps, la gestione in cui riscattare.