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Parcheggio rubato al disabile: teatro o vita?

Marco Voleri giovedì 24 ottobre 2019
Il teatro e la vita non son la stessa cosa. Canio lo dice chiaramente, nei Pagliacci di Leoncavallo. Nedda prova a convincerlo che oltre a lui non c'è nessun altro uomo nella sua vita, ma Canio è sicuro di essere tradito: volano parole grosse dalla sua bocca. La bella Nedda lo fissa negli occhi, rimandando tutto alla commedia: «Pagliaccio! Pagliaccio!». «No! Pagliaccio non son, se il viso è pallido è di vergogna e smania di vendetta!». La commedia dentro la tragedia, la tragedia dentro l'opera lirica. Ospitata dal teatro di turno. Passaggi di emozioni che raccontano storie di lividi nell'anima. A volte la finzione si trasforma in realtà. Può trasformare colui che interpreta un personaggio in qualcosa di molto reale e poco recitato, qualcosa che l'interprete non avrebbe il coraggio di essere nella vita reale. Accade in teatro ma non solo.
Succede che un bel giorno una persona, colma di odio, si trasforma e diventa attore di una scena folle, che nessuno vorrebbe mai vedere se non in teatro o al cinema. Un disabile arriva sotto casa accompagnato dalla moglie perché non può guidare. I due cercano di parcheggiare l'auto nel posto handicap a lui assegnato, ma è occupato da un mezzo sprovvisto di tagliando handicap. Nel frattempo una persona scende dall'auto parcheggiata. Il disabile, con la sua stampella, scende: «Scusi, non vede che è un posto handicap riservato?». L'uomo entra in scena come una furia, si accendono le luci della ribalta. La finzione diventa realtà: scaraventa il disabile a terra, comincia a sferrare calci e pugni urlando con violenza inaudita. Il tutto dura il tempo di un fuoco d'artificio. Il disabile sta per morire di paura, a terra, senza la possibilità di difendersi. Per l'uomo della macchina finisce l'effetto "personaggio" e si volatilizza. Il disabile il giorno dopo, sul giornale, lo perdona e lo invita a frequentare il suo stesso corso di teatro. Dove potrà provare, attraverso personaggi recitati su un palco, quello che non ha il coraggio di essere nella vita.