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Panariello e Giallini promossi con fiducia

Andrea Fagioli sabato 16 ottobre 2021
Se non avesse altri meriti, Lui è peggio di me, lo show di Rai 3 con Giorgio Panariello e Marco Giallini, ha quello della giusta durata. In tempi di programmi diluiti all'inverosimile per coprire tutta la serata e oltrepassare la mezzanotte, chi si ferma entro le due ore ha diritto a un voto in più in pagella. E per la media, Panariello e Giallini ne hanno bisogno. Lo diciamo perché finora non hanno raccolto particolari consensi. Forse, però, ingiustamente. Non è che lo show funzioni alla perfezione, diciamo che va a corrente alternata: ci sono momenti buoni e altri meno, che comunque non mettono in discussione la professionalità dei singoli conduttori. È come coppia che ci sono delle perplessità, anche se questa seconda edizione sembra migliore proprio dal punto di vista della convivenza. Giustamente è stata in parte superata la soluzione dell'unico studio diviso in due: da una parte un'ambientazione stile late show presidiata da Panariello accompagnato da un pianista; dall'altra un caotico appartamento metropolitano con il padrone di casa (Giallini) in compagnia di una band rock. Una convivenza forzata sulla quale si concentravano gran parte delle battute tra i due con il rischio di diventare ripetitive. Nella versione attuale non c'è più il muro. La scena è generalmente condivisa ad eccezione della doppia intervista, che tra l'altro risente molto della coppia intervistata. Sicuramente meglio l'ultima con Cochi e Renato, che non la prima con Caressa e Bergomi. Gli ospiti, se funzionano, restano la forza di un programma del genere. È ovvio poi che l'interazione va preparata bene. Le battute l'altra sera nell'intervista a sfondo horror con Dario Argento erano ad esempio un po' scontate. Sempre a proposito di ospiti molto meglio il cantautore Riccardo Sinigallia che Cristina D'Avena. Detto questo si prospetta per Panariello e Giallini una promozione d'incoraggiamento.