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Ossini con “Kalipè” tra scienza e levità

Andrea Fagioli venerdì 31 dicembre 2021
Uno studio televisivo niente male: lo Skyway Monte Bianco a quota 3 mila 466. Kalipè - A passo d'uomo, in onda il mercoledì per cinque prime serate su Rai 2, punta dunque in alto. Ideato e condotto da Massimiliano Ossini, rappresenta un modo nuovo di fare divulgazione scientifica in tv combinandola con l'intrattenimento. Ogni puntata si sviluppa attorno a un tema che riguarda la salvaguardia del Pianeta, riassunto nel titolo di una canzone che il cantante di turno interpreta nell'incantevole scenario delle Alpi. Primo brano: La cura, di Franco Battiato, eseguito da Nek ai piedi del Dente del Gigante. Dopo di che, alle interviste in quota con esperti dell'ambiente, si alternano reportage da ogni parte del mondo con l'occhio attento alle bellezze naturali, ma anche alle curiosità. È il caso del deserto di Tabernas in Spagna, ideale per parlare della desertificazione che avanza anche in Europa e al tempo stesso per ricordare che l'arido territorio andaluso è stato il set privilegiato di Sergio Leone per i suoi mitici film western. In queste situazioni, a differenza dei colleghi (da Angela a Giacobbo a Tozzi), Ossini appare più conduttore-intrattenitore che divulgatore, nel senso che sa stare in scena meglio degli altri. Dopo di che anche lui non disdegna di avventurarsi in situazioni della serie il pericolo è il mio mestiere, come quando si cala nei crepacci del ghiaccio islandese più grande del Vecchio continente, il Vatnajokull. Alla fine, dopo uno spazio per Sting in versione musicale e ambientalista, forse non tutto in Kalipè (parola himalayana che significa passo lento e corto) risulta amalgamato alla perfezione. Resta però più che apprezzabile il tentativo di creare un contenitore sull'ambiente e la sostenibilità molto più vario rispetto agli altri programmi del genere.