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“Opzione donna”: il futuro è a rischio

Vittorio Spinelli martedì 25 luglio 2023
Il tavolo tecnico in corso tra governo e sindacati ha affrontato diversi aspetti di un prossimo “pacchetto pensioni”, con accenni preliminari all’Ape sociale, alla previdenza complementare, alla flessibilità di uscita dal lavoro. Nessun riferimento invece a “Opzione Donna”, sempre connotata dal calcolo contributivo imposto alla sua liquidazione. I dati storici dell’Inps confermano un costante accesso delle lavoratrici, ma a sorpresa le ultime rilevazioni trimestrali dell’Istituto di previdenza segnalano un deciso calo nelle domande. In ogni caso, per saperne di più su una “Opzione Donna 2024” (con una conferma o con modifiche più favorevoli) occorre attendere il 5 settembre, appuntamento messo in agenda con le parti sociali per una soluzione da inserire nella stesura della prossima legge di Bilancio. La formula dell’Opzione è in vigore sin dal 2019, sempre a titolo sperimentale, e per questo rinnovata di anno in anno dalle leggi di bilancio del tempo con poche modifiche. Dopo cinque anni dalla sperimentazione iniziale, l’anticipo pensionistico confermato nel 2024 mostra come sia ormai da recepire come una delle modalità ordinarie di pensionamento disponibili per le donne lavoratrici. In particolare, fra le motivazioni personali che possono indurre a scegliere l’Opzione, quest’anno la legge ha previsto espressamente quella di assistere da almeno 6 mesi il coniuge (o l’unito civile o un parente di primo grado) con grave handicap, oppure un parente o un affine di secondo grado nei casi in cui altri parenti dell’assistito abbiano superato i 70 anni o siano anch’essi affetti da una invalidità o siano deceduti o mancanti. Si tratta quindi di un quadro assistenziale, finora non previsto dalle precedenti edizioni di Opzione, che ora caratterizza l’agevolazione pensionistica e l’assimila al settore dell’assistenza sociale, aprendo quindi la strada alle risorse di tale settore, in aggiunta a quelle del bilancio dell’Inps. Riscatti. L’Istituto di previdenza è intervenuto a favore delle lavoratrici interessate all’Opzione insieme a operazioni di riscatto per periodi collocati ante 1996. Tali riscatti rientrano nel requisito dei 35 anni di contributi solo se richiesti entro il 21 dicembre 2021. La domanda di Opzione tutta contributiva – precisa ora l’Inps - è invece ammessa anche indipendentemente da tale data. © riproduzione riservata