Rubriche

Nuovi modelli per il turismo

Francesco Delzio sabato 6 marzo 2021
Quando la notte è più buia, sta per sorgere l'alba. Qualche giorno fa il numero uno di Booking.com Glenn Fogel, alla guida della più grande piattaforma on line per la prenotazione di alberghi e case-vacanze, ha dichiarato di essere molto ottimista sulla ripartenza del turismo a livello globale nel corso della prossima estate. E' un ottimismo che può risultare incomprensibile oggi in Italia, in particolare per chi vive in zona rossa o arancione, non conosce la data della sua prima vaccinazione e di conseguenza non vede la fine del tunnel, ma che nasce dalla grande velocità con cui sta procedendo il piano vaccinale negli Stati Uniti (e in Gran Bretagna) e dalla speranza di poter raggiungere la fatidica immunità di gregge da New York a San Francisco entro l'inizio dell'estate.
La seconda metà di giugno potrebbe essere, secondo le migliori previsioni, il momento dell'inversione di tendenza: l'inizio del ritorno in Italia di un numero importante di turisti americani e asiatici, probabilmente dotati di un passaporto vaccinale. Se i nostri imprenditori del settore turistico, quelli rimasti in piedi dopo la terribile selezione causata dal Covid-19, potranno così tirare un sospiro di sollievo grazie ai turisti americani e inglesi, è impossibile
invece ad oggi fare qualsiasi previsione per i turisti italiani, francesi e tedeschi. Molto dipenderà dalla velocità di approvvigionamento dei vaccini da parte dell'Unione Europea e dal successo del tentativo di Mario Draghi di dare una scossa al gigante di Bruxelles, perché rafforzi subito la sua posizione negoziale rispetto alle Big Pharma. Sul piano della somministrazione dei vaccini, invece, è prevedibile un rapido rafforzamento della nostra organizzazione (in particolare grazie al coinvolgimento diretto e massiccio dei medici di base) e della capacità di erogazione dei vaccini.
In ogni caso, quando ripartirà il settore turistico non sarà più lo stesso. In primo luogo prevarrà nettamente il turismo di piacere rispetto a quello d'affari: da una parte esploderà la voglia di evadere e divertirsi dopo tanta forzata compressione, dall'altra invece smart working, meeting digitali e webinar hanno cambiato stabilmente l'organizzazione del lavoro, con l'effetto di abbattere il numero di incontri ed eventi fisici che si svolgeranno nei prossimi anni. Inoltre vincerà nei prossimi anni il turismo di prossimità: i primi segnali indicano che si rafforzerà ulteriormente quest'estate la tendenza degli italiani, già registrata nell'estate 2020, a scegliere l'Italia come meta delle loro vacanze. Ci sarà anche - necessariamente - molta più attenzione all'igiene e alla sostenibilità da parte di turisti e imprenditori del settore. Infine, prenoteremo sempre più le nostre vacanze via smartphone: già oggi quasi il 50 per cento delle prenotazioni vengono effettuate con il mobile phone. Un ulteriore segnale della "leggerezza" di cui, a maggior ragione dopo tanti mesi bui, abbiamo bisogno.
Per commentare la rubrica con l'autore, scrivi a: fdelzio@luiss.it