Rubriche

Nuovi voucher, regole complesse per clero ed enti religiosi

Vittorio Spinelli giovedì 6 luglio 2017
I nuovi voucher per lo svolgimento di lavori occasionali possono essere utilizzati esclusivamente dalle famiglie e dalle aziende fino a 5 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, rispettando particolari requisiti. Le famiglie e le aziende interessate ai buoni lavoro, ma anche gli stessi lavoratori occasionali, devono registrarsi ad una apposita piattaforma informatica che l'Inps metterà a disposizione a partire dal prossimo 10 luglio. Su questa piattaforma, facilmente accessibile sul sito internet dell'Istituto, vengono registrate tutte le fasi di utilizzo del voucher.
La famiglia/azienda inserisce sul sito i dati relativi ai voucher acquistati. L'Inps utilizza queste no-tizie per accreditare il voucher all'interessato sul suo conto corrente bancario (chi non ha un conto bancario potrà riscuotere alla posta con una piccola commissione). Questa procedura non dovreb-be consentire gli abusi del passato, perché verifica costantemente il rispetto dei requisiti di legge.
Infatti, valgono ora nuovi importi massimi di utilizzo dei voucher: a) per i datori di lavoro è di 5.000 euro annui complessivi, con un massimale di 2.500 euro per ogni lavoratore. b) anche per le famiglie valgono gli stessi importi (non più di 5 mila l'anno e di 2.500 per lavoratore) e vengono gestiti sulla piattaforma in un apposito "libretto famiglia". Resta immutato l'obbligo della comuni-cazione preventiva (almeno un'ora prima e sempre sulla piattaforma Inps) sull'inizio e sulla fine della prestazione accessoria.
Clero. Le nuove norme fanno riferimento alle "famiglie" che utilizzano i voucher. I sacerdoti, singoli o con un proprio nucleo anagrafico, sono considerati famiglia. Con questo termine la legge considera infatti la
singola persona fisica. I nuovi voucher sono quindi regolarmente utilizzabili dal clero per piccoli lavori domestici, compresi giardinaggio, pulizie o manutenzione.
Enti religiosi. Il settore degli enti religiosi accomuna realtà diverse, dalle parrocchie alle scuole, dagli ordini religiosi alle Ipab ecc. La legge dei voucher li valuta solo in quanto abbiano dipendenti a tempo indeterminato e per non oltre 5 unità. Gli enti interessati rientrano quindi nella categoria delle "aziende" considerata dalla legge.
Una situazione particolare si può riscontrare nei seminari che abbiano personale domestico con contratto colf. Il voucher per una colf occasionale appare ammissibile alle condizioni che eventuali colf già presenti lavorino a tempo indeterminato e che il tetto dei 5 dipendenti venga riferito all'intero personale della struttura, ovviamente dipendente e a tempo indeterminato.